Somma Vesuviana. Avevano organizzato una lotteria per raccogliere i fondi necessari a evitare che il convento del 1500 crolli. Ieri la consegna del cantiere, alla presenza dell'ingegnere Marco Esposito, per la sistemazione del tetto di Santa Maria del Pozzo. Un primo passo verso la completa riqualificazione del complesso monumentale. Un brindisi, la benedizione del padre guardiano del convento Rufino Maryjka, poche parole del direttore culturale Emanuele Coppola e del sindaco della città Raffaele Ferdinando Allocca, un brevissimo tour guidato del complesso. E domani via ai lavori: la messa in sicurezza del tetto che sovrasta i locali dove un tempo - si pensa - aveva sede una biblioteca. Un altro sogno da realizzare, quello di farvi tornare i manoscritti ed i volumi ora custoditi in altri edifici di proprietà comunale come l'archivio storico. Solo un tassello, però. L'iniziativa della lotteria ha avuto successo ma per quante simili se ne possano organizzare, occorrerebbero decenni per mettere insieme la cifra necessaria alla riqualificazione del complesso: oltre tre milioni di euro. «Ora è la politica che deve trovare il tempo, il modo, la forza - dice il sindaco Allocca - noi tenteremo l'impossibile per cooptare finanziamenti, attraverso il ministero dei Beni culturali. Il nostro è un paese a vocazione turistica e ricettiva, c'è Santa Maria del Pozzo, ma anche il borgo antico del Casamale e la splendida Villa Augustea dove è in corso la missione archeologica dell'Università di Tokyo. Ce la faremo». Da più di un anno Emanuele Coppola, d'intesa con i frati e con l'amministrazione comunale, sta lavorando per questo. Poco meno di trentamila euro raccolti con la vendita dei biglietti della lotteria, cinquantamila finanziati dalla regione, diecimila dal Comune. Un'inezia. Coppola però non si perde d'animo e accompagna orgoglioso i visitatori ad ammirare la chiesa, facendone notare il fascino particolare, suggestivo, pur tra gli ibridi particolari architettonici mescolati nel tempo, come la bifora cieca sulla facciata, il rosone non perfettamente centrato, le colonne a capitello corinzio. «Non ci fermeremo - dice il direttore culturale del complesso - ho fatto del recupero del convento la missione della mia vita». L'obiettivo è molto sentito anche dalla comunità, che si è stretta intorno ai frati, vittime qualche mese or sono di un furto all'interno del convento, quando furono trafugati circa diecimila euro di cui almeno quattromila erano proventi della raccolta fondi pro restauro.