Nicosia. Si progetta lo sviluppo compatibile, basato su turismo e promozione dei prodotti agroalimentari e artigianali, ma manca un piano di recupero del patrimonio architettonico ed artistico. Chiese di grande pregio che rischiano danni irreversibili, aree di interesse archeologico mai studiate, opera d'arte, come dipinti e affreschi dei luoghi sacri che stanno scomparendo, aree rupestri abbandonate. La città è un esempio eclatante di come quello che erroneamente viene considerato "patrimonio artistico minore" è totalmente dimenticato dagli organismi di tutela. Da anni si attende un intervento di recupero per la chiesa di San Michele che secondo la tradizione venne edificata su una moschea. A rischio crollo è il campanile, ingabbiato da una impalcatura ormai marcia che sta aggravando i rischi strutturali. Il Comune ha sollecitato sopralluoghi di Genio Civile e soprintendenza, ma se pure tutti concordano sulla necessità di interventi urgenti, da 3 anni a questa parte non ci sono stati interventi quanto meno di messa in sicurezza. "Come Comune possiamo intervenire per somma urgenza - spiega il sindaco Catania - e solo per garantire l'incolumità pubblica. Non possiamo operare su beni sottoposti a tutela". Stessa situazione per gli affreschi di San Calogero realizzati da Filippo Randazzo, che per la sua città affrescò San Calogero realizzando nei primi del '700 un'opera in gran parte perduta. Nessun intervento sul soffitto ligneo a cassettoni, che ha ormai perduto la sua doratura ed è compromesso dai parassiti. Anche la chiesa del Santissimo Salvatore attende da anni che un progetto di recupero e messa in sicurezza del campanile che sorge su un picco roccioso a rischio di dissesto geologico trovi copertura finanziaria. Emblematica la situazione del castello medievale, dove i pochi ruderi rimasti stanno cedendo senza che gli enti di tutela intervengano. Negli ultimi decenni sono caduti nell'oblio siti rupestri probabilmente unici. Abbandono di fronte al quale gli stessi nicosiani sembrano indifferenti o rassegnati. Se tutti sono pronti a sottoscrivere petizioni per l'apertura al transito di tutte le strade del centro urbano, nessuno si mobilita per chiedere l'intervento della soprintendenza di Enna e dell'assessorato regionale per i beni culturali su un patrimonio che, se valorizzato, permetterebbe il rilancio della città, basato sul turismo. Nell'arco di pochi anni, con il completamento della strada Nord Sud, il turismo potrebbe diventare uno dei traini dell'economia, ma chiese, siti rupestri, grotte, necropoli e monasteri sono ormai quasi cancellati e non sono mai state condotte campagne di scavi.
Nicosia. Manca piano di recupero del patrimonio storico. Beni architettonici nel dimenticatoio
Nicosia è una città in cui si progetta lo sviluppo compatibile basato sul turismo e la promozione dei prodotti agroalimentari e artigianali. Tuttavia, manca un piano di recupero del patrimonio architettonico ed artistico. La città è un esempio di come il patrimonio artistico minore sia dimenticato dagli organismi di tutela. Ci sono chiese, campanili e opera d'arte a rischio di danni irreversibili. Il Comune ha sollecitato interventi urgenti, ma non ci sono stati interventi di messa in sicurezza da 3 anni. Anche gli affreschi di San Calogero e la chiesa del Santissimo Salvatore attendono un intervento di recupero.
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