«Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Ogni oggetto d'arte - quadri, statue, ma anche libri antichi, codici, armi. dovrebbero avere un documento d'identità. Altrimenti è come correre dietro all'eco». Il tenente Lorenzo Marinaccio comanda i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale della Campania. Ufficialmente non sa ancora nulla del furto dell'Ecce Homo di via Costantinopoli, eppure dovrebbe: ogni forza di polizia dovrebbe far riferimento tempestivamente al gruppo specializzato dell'Arma, con comunicazioni tempestive. Ma la cosa che lo preoccupa è la mancanza di una descrizione fedele dell'oggetto da cercare. Collezionisti e chiese farebbero bene, spiega, ad assumere la piccola cautela di iscrivere i propri beni, grandi o piccoli, ad una sorta di anagrafe dell'arte. La banca dati dei carabinieri contiene, ovviamente, solo gli oggetti rubati e denunciati, quando un'immagine c'è. «Sarebbe importante - assicura - una sensibilità preventiva su questo punto». Vediamo, allora, come dovrebbe essere la carta d'identità che dovrebbe accompagnare ogni oggetto d'arte, maggiore o minuta. Una possibilità in più di non affondare definitivamente nei circuiti clandestini del collezionismo. Primo, ovviamente, una foto dell'oggetto a fianco di altro oggetto riconoscibile per dimensioni. Utilissima sarebbe una foto che mostrasse eventuali lesioni, segni di riparazioni, iscrizioni. A corredo occorrono queste informazioni: tipo (statua, dipinto, orologio, mobile...). materiali (legno, ottone, terracotta, marmo..) tecnica adoperata (intaglio, gettata, incisione..) dimensioni precise di larghezza, altezza e profondità, tutti i segni particolari (forme, dediche, marchi vari..)che sono per un'opera l'equivalente di un grosso neo sulla guancia di una persona. Occorre specificare se l'oggetto è mai stato catalogato o se ha difetti che possano aiutare gli investigatori ad identificarlo. Se l'opera ha un titolo, indicarlo. Ed indicare il soggetto (nel caso recente si tratterebbe di un Ecce Homo, raffigurazione del Cristo flagellato dai Romani, con corona di spine e mantello rosso). Ovviamente occorre una datazione dell'oggetto, un'indicazione dell'autore, se noto, ed una descrizione breve. Per chi si volesse semplificare la vita i carabinieri hanno un modulo da completare e sul quale incollare la foto. Una raccomandazione dagli investigatori: è prudente tenere questa carta d'identità separata dall'oggetto. Il rischio è fornire ai ladri un pratico catalogo che li aiuterebbe a riciclare l'oggetto alla velocità della luce. Fornito, invece, agli investigatori darebbe loro una marcia in più.
Foto e moduli, solo l'anagrafe salverà questo patrimonio
Il tenente Lorenzo Marinaccio comanda i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale della Campania. Egli è preoccupato per la mancanza di una descrizione fedele dell'oggetto da cercare nel furto dell'Ecce Homo di via Costantinopoli. Marinaccio suggerisce che ogni oggetto d'arte dovrebbe avere un documento d'identità, come una foto dell'oggetto a fianco di altro oggetto riconoscibile per dimensioni, e informazioni come tipo, materiali, tecnica adoperata, dimensioni precise, segni particolari e datazione. Questo sarebbe utile per gli investigatori per identificare l'oggetto e recuperarlo.
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