IN SAN GAETANO. L' intervento di restauro ha permesso il ritrovamento della pittura, in buono stato di conservazione L'affresco era coperto dalla pala nella prima cappella ora intitolata a Sant'Antonio. Era il probabile sfondo a un Crocifisso ligneo L'affresco raffigurante la Brescia del '700 ritrovato nella chiesa di San Gaetano La cittadina chiesa di San Gaetano di via Callegari, sottoposta a un capillare intervento di restauro, torna a rivelare ai visitatori la ricca varietà delle sue opere plastico pittoriche. La semplice facciata a doppio spiovente chiusa nella cortina muraria degli altri edifici mai lascerebbe immaginare un interno così straordinariamente ricco. L'originaria costruzione, appartenente dal 1847 ai Frati Minori Riformati della Provincia di Brescia, risale al 1588 su commissione dei Padri della Pace a Giulio Todeschini; successivamente l'edificio subì un rifacimento nel 1663 su disegno di Agostino Avanzo. Ma è il secolo XVIII a dargli l'impronta definitiva e a eleggerlo probabilmente il miglior esempio di barocchetto religioso a Brescia. A METÀ Settecento infatti, quando la chiesa era passata ai Chierici Regolari di San Gaetano da Thiene, si aprirono nell'aula le quattro cappelle laterali con caratteristica copertura a tazza: vero scrigno di coevi arredi marmorei ed opere pittoriche. L'unitarietà decorativa di questi ambienti ne fa una sorta di ideale galleria museale. Fra le due cappelle del fianco destro svetta un unicum in terra bresciana: una doppia tribuna marmorea con grate lignee conclusa da cimasa curvilinea spezzata. L'apparato decorativo stupisce per la ricchezza lapidea e per l'incredibile lavorazione scultorea. La volta dell'aula è integralmente ammantata di stucchi secenteschi, ripresi nel disegno da quelli del coro, di un secolo successivi. In quest'ultimo spazio la cupola centrale apre sulla vorticosa composizione eseguita nel 1750 da Pietro Scalvini e raffigurante la Gloria degli Apostoli. Il pittore, qui alla sua prima importante commissione cittadina, trova lo spazio a lui più congeniale per eseguire una scena di raro equilibrio. In questo spazio tutto parla un linguaggio barocchetto, garbato e delizioso: si osservino per esempio le agili cornici dello spazio presbiteriale antistante la cupola. Tante sono le curiosità che le restauratrici Luisa Pari e Alba Tullo, stanno facendo emergere: per esempio la maggior parsimonia impiegata nell'arredo plastico del fianco sinistro, che imita però magistralmente quello tutto marmoreo del fianco destro. Si tratta invece di un' inedita scoperta l'affresco rinvenuto dopo la temporanea rimozione della pala nella prima cappella di sinistra, attualmente dedicata a a S. Antonio da Padova, ma originariamente intitolata al Crocifisso. LA PITTURA, in buono stato di conservazione, rappresenta una veduta idealizzata della città di Brescia da uno spalto. In essa spiccano la torre del Broletto ed una maestosa cupola, o quella erigenda del Duomo Nuovo o quella della Pace; altre costruzioni con tetti a spioventi e torri campanarie sono raccolte nell'abbraccio delle possenti mura cittadine, mentre a nord incombono i monti. L'opera probabilmente faceva da sfondo ad un Crocifisso ligneo, forse quello ora ubicato nella cappelletta dietro la tribuna marmorea del fianco opposto: la funzione di quinta ad una croce è chiaramente suggerita dalla presenza di due soldati a cavallo in primo piano che conducono una scala per la deposizione di Cristo. L'affresco, ascrivibile alla metà del Settecento, è un prezioso documento sia artistico sia storico in quanto documenta, nonostante alcune libere interpretazioni architettoniche e prospettiche, un'ampia visione d'insieme della nostra città così com'era in età settecentesca. IN SAN GAETANO esiste un'altra veduta urbana di Brescia, eseguita in un riquadro della volta dell'aula da Grazio Cossali nel 1615. Qui la città chiusa, nell'alta cinta muraria, fa sfoggio delle proprie torri, fra le quali si riconosce la Pallata, sotto la protezione della Vergine.
BRESCIA - Riappare la Brescia del '700
La chiesa di San Gaetano di Brescia è stata sottoposta a un intervento di restauro che ha permesso il ritrovamento di un affresco in buono stato di conservazione. L'affresco, datato alla metà del Settecento, rappresenta una veduta idealizzata della città di Brescia con la torre del Broletto, la cupola del Duomo Nuovo e altre costruzioni. La pittura è stata trovata nella prima cappella di sinistra, attualmente dedicata a S. Antonio da Padova, ma originariamente intitolata al Crocifisso. L'affresco è un prezioso documento sia artistico sia storico, che documenta l'ampia visione d'insieme della città di Brescia in età settecentesca.
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