Assenti quasi tutti i politici alla nuova protesta contro il decreto Il pubblico solidale con i lavoratori mentre risuonano le arie di Verdi Puccini e Donizetti "Bondi vergognati, lirresponsabile sei tu". Lo striscione è appeso sulla facciata del Teatro Regio, in mezzo ai titoli della stagione, tra il "Barbiere di Siviglia" e il "Peter Grimes". Quelli nellatrio delle carrozze, dove coro e orchestra stanno mettendo in scena il "concerto anti-decreto", davanti a un migliaio di spettatori infreddoliti, non sono da meno. "Ei Fus siccome immobile", "La cultura non è un pranzo di gala". Intanto fuori piove. Governo ladro, si sa. Ma forse è anche colpa del vulcano islandese. Il ministro firmatario del "decreto killer" (blocco delle assunzioni, blocco del turnover, blocco degli integrativi), qui come ovunque in Italia dove tutti i teatri dopera sono in agitazione, è il bersaglio della protesta. Persino le guide delle comitive in visita alla Sindone, quando arrivano davanti al Regio fanno un piccolo comizio. «Sono i lavoratori del teatro che protestano contro il ministro Bondi - spiegano ai pellegrini - Sono musicisti ai quali lo Stato non dà più la possibilità di lavorare». Un turista tedesco mostra sulliPhone unintervista rilasciata da Zeffirelli, il regista, al quotidiano Suddeutsche Zeitung. Titolo: "La riforma di un ignorante". La questione è politica ma i politici non ci sono. Il solo rappresentante di Palazzo Civico è il presidente della commissione Cultura, Luca Cassiani: «Sono qui per solidarietà con i lavoratori, penalizzati da un decreto che scarica su di loro tutto il peso della riforma». Non cè il sovrintendente Walter Vergnano, sceso altre volte al fianco dei suoi dipendenti e oggi bloccato da un grave problema familiare. Assenti anche il nuovo assessore alla cultura della Regione, Michele Coppola, e il presidente Roberto Cota, più volte invocato dai sindacati. «Abbiamo chiesto al governatore un impegno a far sentire la nostra voce a Roma - dice Pietro Gabriele della Cgil - I lavoratori incidono solo per il 52 per cento sul bilancio del Regio. Non è giusto che Torino paghi anche per le gestioni fallimentari di altri teatri». Nellatrio delle carrozze ci sono uomini, donne, bambini e persino cani. Del Teatro tutti, il coro, lorchestra, le segreterie, lufficio stampa, i macchinisti e le macchiniste (il Regio è il primo ente lirico ad aver aperto il settore tecnico alle donne). Le arie del belcanto sono soavi, al contrario dellumore dei lavoratori. «Dovè il sindaco?» si chiedono. «Dovè il sovrintendente?». E intanto i maestri dirigono (Daniele Rustioni e Sandro Galoppini), i solisti cantano, gli strumentisti suonano. Rossini, Donizetti, Verdi. Per risarcire il pubblico dell"Elisir damore", che doveva andare in scena ma è saltato a causa dello sciopero. La signora Mariacristina Stura, unabbonata fedelissima, è venuta lo stesso e ora siede con alcune amiche sul marmo gelato davanti al Teatro. «Capisco la protesta» dice. Domenica prossima, manifestazione nazionale. I sindacati sono sul piede di guerra. «Faremo saltare anche la prima di Bohème - minacciano - e, se sarà necessario, occuperemo il teatro». «Il nostro è un mestiere altamente specializzato, non siamo fannulloni» spiega Giulio Arpinati, violoncello dellorchestra e rsu Cgil - Manifestiamo per difendere lopera non i nostri presunti privilegi». Finisce che sono gli orchestrali, come altre volte registi o attori, in mancanza dei politici, a fare il comizio. Applausi di solidarietà dal pubblico. Finale con il coro del "Nabucco" e lungo applauso liberatorio. In attesa di altri scioperi.
TORINO - In scena il concerto "anti Bondi" I sindacati: occuperemo il Regio
I lavoratori del Teatro Regio di Torino si sono riuniti per protestare contro il decreto del ministro Bondi, che ha bloccato le assunzioni e il turnover. La protesta è stata organizzata con un concerto anti-decreto, con musicisti e cantanti che hanno suonato e cantato ari da Verdi, Puccini e Donizetti. Il pubblico è stato solidale con i lavoratori, con un migliaio di persone presenti. I sindacati hanno minacciato di saltare la prima di Bohème e di occupare il teatro se non si ottiene una risoluzione. Il sindaco e il sovrintendente non sono stati presenti, ma il presidente della commissione Cultura ha espresso solidarietà con i lavoratori.
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