Civica contro il concorso di idee per i lavori a Piazzone e piazza Madonna No dell'opposizione al progetto di idee per valorizzare il salotto buono di Castel del piano: dal Piazzone a piazza Madonna. La polemica dopo l'ultimo consiglio comunale, nel quale il sindaco Franci ha espresso la volontà di riqualificare quell'area del paese. L'alzata di scudi arriva della civica "per un comune di tutti", che proprio non ne vuole sapere di progetti d'idee e chiede il dibattito consiliare, in una lettera aperta a sindaco e consiglio comunale. Quelli dell'opposizione, dopo aver ripercorso le tappe della risistemazione di due luoghi strategici e simbolici di Castel del Piano, Piazza Garibaldi e Piazza Madonna, chiede che per il Piazzone non si ripetano gli stessi errori del passato. «La giunta rischia, dopo l'infelice sistemazione di Piazza Garibaldi e di Piazza Madonna, di ricadere nuovamente nell'errore di una sciagurata ristrutturazione urbana». La civica fa riferimento alla progettazione della zona extra-muraria che si allunga anche al Piazzone, ideato nel XIX sec. dall'ingegnere ed architetto Orazio Imberciadori. «Da alcuni anni la politica comunale si sta tristemente mostrando sorda di fronte all'esigenza di conservazione e di valorizzazione di questo assetto urbanistico». Ad esempio la risistemazione di Piazza Garibaldi. L'intervento «si è rivelato violentemente ostile verso la tradizionale forma della piazza del Palio ed ha portato ad imperdonabili scelte, come quella di eliminare le storiche cimase perimetrali in peperino risalenti al primissimo '800, sostituite con antiestetici blocchi in pietra lavica e quella di installare panchine scomode e prive di schienali. Adesso che gli amministratori vogliono nuovamente mettere mano al paese, ci chiediamo se dovremo subire una nuova aggressione urbanistica», incalza l'opposizione. «Il Piazzone è il polmone verde di Castel del Piano, ma purtroppo oggi mostra uno spettacolo desolante, causato dallo stato di abbandono in cui versa. Iniziò la sua storia come campo sportivo, poi fu orto di guerra e poi giardino pubblico successivamente alberato. Oggi è ridotto ad un ettaro di terra semi desertificato, crivellato di buche e con piante pericolanti. Non vogliamo certo che l'amministrazione non intraprenda percorsi di rinnovamento urbanistico - afferma - ma pretendiamo che questi siano inseriti in una idea globale di rispetto per la dimensione storica di Castel del Piano»