(EX ASSESSORE ALL'URBANISTICA) La questione delle aree dense e delle aree produttive in via di dismissione è il tema più urgente che la pianificazione urbanistica è chiamata ad affrontare nella nostra città. Se da una parte un nuovo assetto infrastrutturale può attrarre l'insediamento di attività economiche innovative, è per altri versi impensabile un processo di rilancio del territorio se non si avvia una reale riqualificazione della città densa, intorno alla cerchia muraria del centro storico. La dismissione delle attività produttive, che si andavano a ricollocare nei macrolotti industriali, ha reso disponibili importanti contenitori a ridosso del centro. Ma gli investimenti immobiliari si sono orientati generalmente nella nuova edificazione con occupazione degli spazi liberi residuali o alla sostituzione edilizia, piuttosto che favorire interventi di riuso o recupero dell'esistente. L'ipotesi di riordino urbano immaginato dal Piano Secchi ha trovato attuazione nelle sue parti più facili, consegnando così la gran parte del patrimonio edilizio in dismissione all'accoglienza delle nuove istanze generate dai flussi migratori. Case e laboratori, anche se non qualificati, ma disponibili a prezzi contenuti, divengono rapidamente, nella nostra città, "incubatori di immigrazione" e consentono il consolidamento di un'economia parallela a fianco del sistema produttivo tessile. Pur con tutti i problemi che si sono determinati, con l'eccessiva densificazione di alcune parti della città, con la mancata riqualificazione, con le difficoltà della convivenza in condizioni di degrado urbano, tuttavia la città resta attiva e dinamica. Paradossalmente le parti più dense e più caratterizzate dall'immigrazione, sono al tempo stesso le più articolate e di maggiore interesse per la pianificazione. Prato non è una città ex-industriale da ridisegnare, né un foglio bianco da affidare alla creatività dell'urbanista. Non se ne può immaginare un riordino fatto con modelli illuministici, fondato su demolizioni e grandi opere pubbliche. C'è bisogno di una lettura minuta ed attenta. Vi sono opportunità che debbono essere valorizzate. La propensione al commercio ed alla piccola attività artigiana, propria di alcune comunità immigrate, può trovare un suo punto di equilibrio. L'area di via Pistoiese, alleggerita da un'eccessiva densità abitativa e dalla sovrapposizione di attività spesso incompatibili, può divenire attraente come lo sono molte aree urbane di grandi città europee caratterizzate dalla presenza di comunità orientali. Ma devono tornare a esservi presenti anche edifici pubblici, funzioni istituzionali rilevanti, spazi comuni aperti, piazze e giardini, e anche case per giovani coppie e studenti, strutture sportive di base.
PRATO - Via Pistoiese può rifiorire a patto che...
La questione delle aree dense e delle aree produttive in via di dismissione è un tema urgente per la pianificazione urbanistica. La dismissione delle attività produttive ha reso disponibili aree a ridosso del centro storico, ma gli investimenti immobiliari si sono orientati verso la nuova edificazione e la sostituzione edilizia. L'ipotesi di riordino urbano del Piano Secchi ha trovato attuazione, consegnando il patrimonio edilizio in dismissione all'accoglienza delle nuove istanze. Case e laboratori disponibili a prezzi contenuti sono diventati "incubatori di immigrazione" e consentono il consolidamento di un'economia parallela.
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