Lorenzini: «Voglio una città che non chiuda alle sette di sera» Tenere alto il livello dei servizi è un modo per aiutare le famiglie in difficoltà A Bagnolo mancano i negozi di vicinato MONTEMURLO. Il futuro di Montemurlo e la Montemurlo del futuro. Ovvero, come cambia una città alle prese con la crisi economica e il più alto tasso di disoccupazione della Provincia di Prato. E' la potenza della visione, ma anche quella di un deciso pragmatismo a guidare le parole del sindaco Mauro Lorenzini. Un viaggio nel cuore di Montemurlo, dei suoi problemi e delle sue eccellenze, con un obbiettivo ben preciso: trasformarla in una città vera, in «una città - spiega Lorenzini - che non chiuda alle sette di sera». Il Bilancio 2010 e il regolamento urbanistico sono stati approvati. Quali scenari si aprono per Montemurlo? «Abbiamo le idee chiare su come dev'essere questa città e sulla strada che deve intraprendere. Ma le nostre idee di prospettiva non ci impediscono certo di essere pragmatici - comincia il sindaco - mi riferisco soprattutto al bilancio appena approvato: fare tutto il possibile per tenere alto il livello dei servizi ai cittadini significa infatti aiutare le famiglie ad andare avanti. La crisi poi disgrega ma apre anche opportunità, e fornire opportunità ai propri cittadini è uno dei compiti più impegnativi di un'amministrazione. Noi lo vogliamo fare anche attraverso il regolamento urbanistico, che insieme alla infrastrutture esistenti è uno dei punti di forza di questo Comune, come dimostrano alcuni casi di aziende che hanno scelto espressamente il nostro Comune. Immaginando però la Montemurlo del futuro dobbiamo porci anche tante domande. Dobbiamo chiederci innanzitutto chi sono i nostri disoccupati e se i nostri ragazzi avranno davvero la possibilità di rimanere a Montemurlo, di vivere, lavorare e metter su famiglia in questa città. La mia, la nostra ambizione più grande è quella di far vivere questa città ben oltre le sette di sera, tutti i giorni per tutto l'anno». E come si raggiunge questo obbiettivo? «Creando punti di aggregazione in un Comune che ha la particolarità di essere diviso in tre frazioni ben distinte, ognuna con le sue caratteristiche e i suoi problemi. Prendiamo Oste. E' l'unica frazione che ha un'identità cittadina ben definita, con abitazioni e servizi. Questo perchè coloro che venivano da fuori non solo trovavano, ma continuano a trovarvi alloggio. Tutti gli interventi previsti dal regolamento urbanistico tendono ad elevare la qualità della frazione ma soprattutto a radicarne la popolazione. Non solo, abbiamo in mente anche di aumentare i servizi dislocandoci qualche ufficio comunale e qualche agente della polizia municipale. Bagnolo invece è completamente diversa. E' soprattutto una frazione residenziale, in cui esistono già dei punti di aggregazione ma dove mancano altre cose fondamentali. Sto pensando all'importanza che hanno i negozi di vicinato. Se come sembra il 90 per cento dei montemurlesi fa la spesa a Prato, siamo di fronte a un problema da non sottovalutare». Cosa dice invece sul Pg1, il piano guida che doveva cambiare il volto del centro di Montemurlo e invece vive una fase di stallo? «Sul Piano Guida 1 dobbiamo fare un ragionamento preciso e definitivo, visto che doveva partire addirittura nel 2001. Quest'anno l'asta per i lavori è andata deserta. Il mercato è fermo e a noi non resta che studiare una variante alle nostre richieste d'urbanizzazione e ripubblicare il bando. I Comuni sono costretti a far costruire qualcosa perchè non posseggono le risorse necessarie a fare tutto da soli. Detto questo, non solo vogliamo realizzare tutto entro la fine della legislatura ma nelle nostre intenzioni via Rosselli deve diventare il salotto buono della città. E' necessario che il nuovo Pg1 comprenda negozi di vicinato e un parco attrezzato con un chiosco e fontane da cui attingere acqua. Ne vogliamo fare un parco vivibile dai cittadini, quel centro in cui tutti, me compreso, vorranno venire a passeggiare la sera. Finiti i lavori, in via Rosselli verrà ripristinata anche la rotonda». Cosa risponde a chi si lamenta dei pochi investimenti previsti nella cultura? «Rispondo che bisogna vedere cosa s'intende per cultura. Abbiamo 60 associazioni e il programma della Montemurlo Estate sarà all'insegna delle eccellenze del nostro territorio con iniziative in tutte le frazioni. Poi, per la prima volta, ospiteremo un concerto del Festival delle Colline, abbiamo una convenzione col Metastasio, siamo riusciti a ripristinare il Torneo dei Rioni e quest'estate tornerà pure il cinema all'aperto a Bagnolo. Mi sembra che i montemurlesi abbiamo tutte le possibilità per vivere la città anche da questo punto di vista, senza considerare, da una parte, i luoghi che in questo senso già funzionano come Gualchiera e biblioteca, dall'altra quelli in costruzione come il centro giovani in piazza Don Milani».
PRATO - Meno cemento in centro
Il sindaco di Montemurlo, Mauro Lorenzini, vuole trasformare la città in una vera città, aperta alle sette di sera. Il bilancio 2010 e il regolamento urbanistico sono stati approvati, ma Lorenzini vuole fare tutto il possibile per mantenere alto il livello dei servizi ai cittadini. La crisi economica e il tasso di disoccupazione della Provincia di Prato hanno creato problemi, ma Lorenzini vuole aiutare le famiglie e fornire opportunità ai propri cittadini. La Montemurlo del futuro dovrà avere punti di aggregazione, come negozi di vicinato e servizi, per aiutare le famiglie e i giovani a rimanere nella città.
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