Oggi sono pochi a studiare il latino. Ma quanta forza, quale esperienza di vita c'è nella frase: «Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur": mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Sagunto era una città della penisola Iberica alleata dei Romani ed era stata assediata dai Cartaginesi, nemici della Repubblica romana. La notizia dell'incombente pericolo per questo avamposto alleato era giunta a Roma, ma il Senato, anziché inviare subito una legione in soccorso degli assediati, si traccheggiava nelle discussioni sui provvedimenti da prendere. Lo stesso succede per l'edificio che sta per essere terminato in adiacenza alla stalla dei Cavalieri di Santo Stefano, datata 1735, nella "zona di rispetto della Badia". Il ricorso al Tar, già fissato, è stato vanificato dal fatto che la terza Dia, presentata allo scopo di ricavare una "abitazione civile", è stata dichiarata contraria alle disposizioni dal Comune stesso. La quarta Dia, subito dopo la depositata, recante la dicitura: «ad uso magazzino", è basata su invariato progetto precedente. Così mentre si attende un'altra data per discutere il tutto di fronte al Tar, sono rimaste le tre porte di accesso al "magazzino", che danno l'aria di una bella casetta, e viene costruito anche un bagno al suo interno. E' stato inoltre fatto ricorso al tribunale civile perché le finestrelle, poste sul lato nord della stalla ora sono state chiuse con una parete adiacente. Queste monofore o finestrelle servivano per la circolazione dell'aria e per la luce. Il Comune, contrariamente alla normativa nazionale, invece ha ritenuto che le "luci", a questa sola funzione ridotte le finestrelle - siano ostruibili. Il presunto "diritto" di chi ha fatto scempio di un edificio storico ha trovato pertanto l'avallo del Comune di Cascina. I tempi lunghi della giustizia, la connivenza di qualche impiegato dell'amministrazione pubblica danno ragione, o quantomeno inducono a dar ragione a chi mostra "decisione e determinazione", a trasformare un semplice interesse in un vero e proprio diritto indipendentemente da come lo si è giustificato e a scapito del diritto di tutti di gustare il bello. Già la cerimonia di inaugurazione del "magazzino" si preannuncia, nonostante i "cavilli" sollevati per salvare da una "superfetazione" un edificio storico, con la presenza di personalità pubbliche per "festeggiare" l'esito del "punto d'onore", di manzoniana memoria, e l'espugnazione di Sagunto, lasciando libera l'avanzata all'azione dei denigratori della Badia. Accadrà ancora che da parte di qualche tecnico del Comune, di negare permessi di costruzione o di modifiche ad abitanti di via S. Donato, cioè a 150-200 metri dalla Badia - "per rispetto della Badia", mentre si ignora quando costruito sotto le sue mura, dichiarando che è tutto in regola per il sì della Sovrintendenza e per la colpa del precedente governo Berlusconi" "che ha promulgato leggi di condono edilizio».