Parlerà spagnolo la Biennale di Venezia-Arti visive. Ieri un consiglio d'amministrazione telematiuco (era presente "fisicamente" un solo consiglere, Franco Miracco), ovviamente coordinato dal presidente della Fondazione Davide Croff, ha deciso che l'anno prossimo saranno due i direttori che cureranno l'Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia ed ha nominato due donne - è la prima volta che accade - le spagnole Maria de Corral e Rosa Martinez. E sempre nel 2005, in autunno, la Biennale promuoverà un simposio internazionale sull'arte contemporanea, che sarà curato dal critico americano Robert Storr, il quale assumerà la direzione della manifestazione nel 2007. Le prime reazioni alla decisione di Croff sono tutte di segno favorevole, l'unico a sollevare obiezioni, in maniera ironica e garbata, è Vittorio Sgarbi che, in partenza per l'Algeria, ha sottolineato: «La scelta è politicamente corretta e invece l'arte è scorretta. Sarà la solita Biennale - ha continuato - mai che venga fuori un artista nuovo, sempre i soliti. Che siano due o tre i direttori non cambia nulla. Il problema è che l'arte nel mondo è da un'altra parte. Croff ha l'aria di uno tutto per bene, politicamente corretto, quello che odio nell'arte». Sgarbi non ha voluto perdere quest'occasione per punzecchiare Achille Bonito Oliva: «Conosciamo il loro gusto. Se invece di metterci Bonito Oliva ci mettono la sua assistente è lo stesso. Vanno d'accordo - ha aggiunto - con le tendenze delle generazioni fighette. C'è un fighettismo generale. L'unica possibilità per la Biennale era la nomina che avevo indicato io: quella di Robert Hughes, critico del "Time", autore di numerosi libri pubblicati da Adelphi tra cui La cultura del piagnisteo, che è quella di questa gente qui». Sgarbi a parte, si diceva, la decisione ha trovato molti consensi: «Con queste nomine - ha dicharato Davide Croff - abbiamo voluto favorire il rafforzamento della Biennale di Venezia nel settore delle Arti Visive, in piena coerenza e continuità con la sua grande tradizione ultracentenaria». Mancano, dai posti che contano, i critici italiani, ma Croff vuole prevenire questa critica che si percepisce nell'aria anche se non è stata ancora avanzata: «Rafforzare la Biennale vuol dire dare più forza alla cultura italiana nel mondo. Il cda è stato unanime - ha assicurato il presidente - nei molti incontri che abbiamo avuto nel mondo Maria de Corral, Rosa Martinez e Robert Storr sono stati indicati come «personalità di altissima professionalità. Certo, ogni scelta lascia qualche scontento, si possono registrare difformità di vedute: in un progetto che si sviluppa in tre anni, potremo avere apporti italiani». È un aspetto al quale Croff tiene molto, questo del tempo per progettare e lavorare, della «visione di lungo termine se si vuole incidere» o, come ha detto riferendosi al neo direttore della Mostra del Cinema, Marco Muller, già nominato anche per le prossime tre edizioni, «il tempo per far crescere le intuizioni di quest'anno» ma anche per «rafforzare le strutture». Vale per il cinema come per la musica, ha sottolineato, dove i grandi direttori prendono impegni per uno-due anni consecutivi e non puoi chiamarli un giorno per l'altro. Vale per le arti visive, dove Storr guiderà prima il simposio che vuole «fare lo stato dell'arte nel mondo» e poi, nel 2007, sarà il direttore. «Abbiamo messo - ha detto Croff - un altro mattone alla costruzione di questi mesi», Ma chi sono Maria de Corral e Rosa Martinez? «Si tratta di due esperte - mettono in evidenza alla Fondazione - tra le più impegnate e apprezzate a livello internazionale. L'una formatasi a Madrid, l'altra a Barcellona, rappresentano due diverse generazioni, i cui percorsi professionali si sono non casualmente intrecciati: entrambe curatrici del Padiglione della Spagna alla Biennale, rispettivamente nel 1986 e nel 2003, sono due personalità caratterizzate da una comune matrice culturale, necessaria per favorire la coerenza tra le due sezioni loro affidate. Robert Storr, artista e critico di fama mondiale, è stato curatore del Museo d'Arte Moderna di New York e ha già partecipato alla Biennale di Venezia. I tre direttoricuratori, con le loro esperienze e la reciproca conoscenza, «permettono - ha concluso Croff - la realizzazione del progetto triennale nel segno di una proficua collaborazione e di una piena sintonia». La nuova iniziativa della Fondazione ha, appunto, un respiro triennale. Nel 2005 il progetto espositivo affronterà, come si è detto, «lo stato dell'arte contemporanea da due punti di vista: uno primo sguardo sul rapporto tra il presente e il passato più significativo; un secondo sguardo sul rapporto tra il presente e le tendenze più innovative». Le due sezioni saranno proposte in due spazi distinti Maria de Corral curerà al Padiglione Italia la mostra che proporrà un approccio anche retrospettivo. All'Arsenale, invece, Rosa Martinez realizzerà la mostra maggiormente dedicata ai linguaggi più nuovi. «Entrambe - sostiene la Fondazione - potranno elaborare scelte motivate, coraggiose, anche tendenziose, per progetti espositivi che la Biennale vorrebbe fortemente caratterizzati».