Accuse alla Guzzanti. Jack Lang: strana idea di libertà Lemissario di Sarkozy: "Comè possibile che il Pdl si chiami Popolo delle Libertà?" Il finiano Granata: la decisione del ministro lascia perplessi ROMA - Sandro Bondi ha deciso: diserterà il prossimo Festival cinematografico di Cannes. Il ministro per i Beni culturali se ne starà a casa a causa della presenza di "Draquila. LItalia che trema", il film fuori concorso di Sabrina Guzzanti sul terremoto in Abruzzo. Non ci andrà «esprimendo rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda. "Draquila", che offende la verità e il popolo italiano». Motivazioni e giudizi affidati a una breve nota del ministero. Poche parole. Che hanno però scatenato la polemica nel mondo politico e in quello artistico. E rischiano di creare un caso diplomatico con la Francia. Jack Lang, ex ministro della Cultura francese e oggi emissario speciale di Sarkozy per la politica estera, pensa infatti che la decisione del ministro italiano mostra «una strana concezione della libertà», e fa sapere che la Francia «è molto triste che lo Stato italiano non sia rappresentato al Festival». Lang si chiede anche come «sia possibile che il partito di Berlusconi si chiami Popolo delle Libertà». Lex ministro francese ricorda che «la libertà degli artisti deve essere sempre rispettata», e giudica la mossa di Bondi «tipica di questo governo che ha una concezione autoritaria della vita pubblica». Declinando linvito, spiega, Bondi dimostra di essere «pervaso da un sentimento di settarismo. È un errore, è assurdo. La sua è una posizione puerile, infantile, capricciosa, incomprensibile da parte di un ministro della Repubblica». Questo allestero. Nei confini italiani la polemica non è meno virulenta. «Una decisione assurda, figlia di una cultura di altri tempi, ideologica», commenta Walter Veltroni. Una decisione, aggiunge «che tradisce un riflesso autoritario ovvero lidea che ciò che è critico è illecito. Sarebbe come se i presidenti americani avessero criticato i film sulla guerra nel Vietnam o in Iraq». Luigi De Magistris, Italia dei Valori, dice che «ad offendere la verità e il popolo italiano non sono né larte né linformazione, ma un ministro che invece di comportarsi come tale, preferisce recitare la parte del fedele servitore del premier». E alla fine il democratico Vincenzo Vita, invita Bondi a lasciare lincarico, perché «in queste condizioni è assai poco credibile che possa fare il ministro». La maggioranza, invece coglie ancora una volta loccasione per dividersi fra fedelissimi del Cavaliere e finiani. Perché Fabio Granata, vicino al presidente della Camera, dice che «la decisione di disertare Cannes, lascia molto perplessi» perché lItalia «non può rischiare di perdere autorevolezza e credibilità per motivi vaghi e discutibili». E critiche arrivano anche dalla direttrice del Secolo dItalia Flavia Perina. Reazione della maggioranza del Pdl affidata a Francesco Giro. «Gli interventi dei finiani si caratterizzano per essere tutti fuori luogo, illogici, sproporzionati», dice il sottosegretario. «Perché non escono dal Pdl?», - attacca. - «Non li segue più nessuno. Forse hanno bisogno dei voti del Pdl per restare in Parlamento, visto che non hanno i consensi. Facciano un partito dello zero virgola e non rompano più le scatole: hanno davvero rotto le scatole».
Bondi non andrà a Cannes "Draquila, film contro la verità"
Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ha deciso di disertare il prossimo Festival cinematografico di Cannes a causa della partecipazione di "Draquila. LItalia che trema", il film di Sabrina Guzzanti sul terremoto in Abruzzo. La decisione ha scatenato una polemica nel mondo politico e in quello artistico. Jack Lang, emissario speciale di Sarkozy per la politica estera, ha criticato la decisione di Bondi, definendola "strana" e "autoritaria". Il ministro francese ha anche criticato il partito di Berlusconi, che si chiama "Popolo delle Libertà", e ha giudicato la mossa di Bondi "tipica di questo governo".
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