In dirittura il cantiere della nuova galleria in corso Vittorio Emanuele Ci sarà il negozio Nike per i Mondiali Debutto in Italia per le catene Gap e Banana Republic ILARIA CARRA La nuova cittadella dello shopping in corso Vittorio Emanuele, la galleria costruita (non senza polemiche) nel ventre del palazzo disegnato dal mitico studio Bbpr, è in dirittura darrivo. Sephora ha già aperto lo store più grande dEuropa, Mango ci ha piantato la bandierina del primo flagship milanese ed è ritornata in grande stile anche Replay. Ma non è finita. Perché entro fine mese arriverà anche il temporary shop della Nike in vista dei Mondiali di calcio e in autunno, a chiudere lo sbarco di grandi catene con la fine del cantiere, toccherà a Gap e Banana Republic, due famosi marchi americani che hanno scelto proprio il nuovo blocco degli acquisti sul corso per il debutto italiano. Una manciata di mesi, e il mega-centro commerciale tra Vittorio Emanuele e largo Corsia dei Servi sarà al completo. Nuovi negozi che cambiano il volto dellarteria commerciale più centrale di tutte, che in oltre quarantanni non aveva mai subìto interventi architettonici rilevanti. Finora. Oggi si riparte proprio da quellultimo edificio che lo storico studio Bbpr disegnò nel '68, allargato per fare posto a più negozi. Un intervento che porta diecimila metri quadrati commerciali, costato circa 25 milioni alla proprietà, la Real estate service della famiglia Tabacchi. Un maxi-intervento su un edificio di pregio, tanto che alla sua presentazione, lanno scorso, divise la città. Dure le critiche dallOrdine degli architetti, finite in una petizione contraria a quello che veniva bollato come «uno scempio» in un corso decaduto a centro commerciale. In prima fila, tra i contrari, Alberico Belgiojoso, figlio di Lodovico dello studio BBPR, che ricordò come «edifici come questo sono un patrimonio da preservare e le vetrine non risolvono il problema del degrado». Il sindaco Moratti stesso, tra laltro, chiese la «massima attenzione», per non alterare troppo lo spaccato del centro. Da terra di nessuno dopo la raffica di cinema chiusi a maxi polo commerciale, dove agli inizi anche la Apple aveva fatto un pensierino, prima di defilarsi. Un megastore che oggi si sviluppa proprio attorno a quello storico palazzo, nei sotterranei degli ex cinema e lungo le due gallerie verso largo Corsia dei Servi, chiuse al pubblico (sei i milioni pagati dai privati al Comune per la rinuncia al pubblico passaggio, con una parte si risistemerà il tratto da largo Corsia dei Servi a piazza Beccaria). Sarà Gap, con i suoi 2.400 metri quadri su tre piani e una cupola di vetro e acciaio da cui filtrerà luce naturale, a inglobare lo "scalone" che un tempo portava al Mc Donalds, vincolatissimo dalla Soprintendenza. Tutta la nuova galleria commerciale sarà a vetrate, così come chiesto dalla Soprintendenza per non stravolgere troppo larchitettura. Soddisfatto dellarrivo di grandi catene lassessore alle Attività produttive Giovanni Terzi: «È un segnale molto importante dellattenzione verso Milano dei gruppi internazionali».
MILANO - Un megastore nel cuore della città
La nuova galleria commerciale in corso Vittorio Emanuele, costruita nel ventre del palazzo Bbpr, è in dirittura d'arrivo. Entro fine mese arriverà il temporary shop della Nike in vista dei Mondiali di calcio. In autunno, Gap e Banana Republic apriranno il loro primo flagship milanese. La galleria, che costerà circa 25 milioni alla proprietà, porterà 10.000 metri quadrati commerciali e 12.000 metri quadrati di spazio pubblico. L'intervento ha suscitato critiche dall'Ordine degli architetti e da Alberico Belgiojoso, figlio di Lodovico dello studio BBPR. Il sindaco Moratti ha chiesto attenzione per non alterare troppo lo spaccato del centro.
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