Cagliari Nessuna acquisizione di atti ma richiesta di informazioni ai dirigenti per capire le procedure seguite dalla Giunta regionale della Sardegna per l'esame delle delibere "fuori sacco" sull'eolico non inserite nell'ordine del giorno delle sedute dell'esecutivo. Questo il contesto nel quale - secondo quanto si è appreso - è avvenuta l'ultima visita dei carabinieri inviati dalla Procura di Roma negli uffici dell'assessorato degli Enti Locali e Urbanistica della Regione sarda, competente nel rilascio di nulla osta paesaggistici. Il filone d'inchiesta è quello legato al presunto intreccio tra la politica e gli imprenditori del vento per ottenere l'autorizzazione ad installare impianti eolici a terra in diverse zone del sud Sardegna. Sotto inchiesta per concorso in corruzione ci sono Denis Verdini, uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, Flavio Carboni, uomo d'affari, Arcangelo Martino, costruttore, Pinello Cossu, consigliere provinciale di Iglesias, Ignazio Farris, direttore generale dell'Arpa Sardegna e Pasquale Lombardi, magistrato tributario. I carabinieri sono approdati all'assessorato dell'Urbanistica dopo aver acquisito, in un precedente blitz a Cagliari, documenti e informazioni procedurali negli uffici della Presidenza e in quelli degli assessorati dell'Ambiente e dell'Industria. L'attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata su una presunta delibera "fuori sacco" riguardante l'eolico, della quale però non si avrebbe nessuna traccia ufficiale. Di qui l'interesse della Procura. Dalla Regione nessun commento ufficiale. A parlare è stato dagli Stati Uniti, dove si trova per impegni istituzionali, il governatore Ugo Cappellacci, il cui nome è comparso nelle intercettazioni (ma non è indagato) insieme a quelli di Verdini e Carboni. Il presidente si dice tranquillo e parla di "bufera mediatica deprecabile" sottolineando che sull'eolico le posizioni della Regione sono chiare: "no deciso alle pale off shore e gestione diretta degli impianti a terra".