SIAMO ALL'ULTIMA SPIAGGIA Il tormentone del federalismo probabilmente ci accompagnerà per anni. La sua prima applicazione, il federalismo demaniale, pare la sagra degli equivoci, dove pontificano come guru degli squallidi personaggi, blasonati di titoli accademici quanto meno indebiti, a gara di autentiche sciocchezze giuridiche come quella che il demanio dello Stato non si può «toccare» perché starebbe a garanzia del debito pubblico. Questi soloni dovrebbero scoprire il codice civile - il codicetto che i nostri ragazzi studiano al primo anno d'Università - che dichiara inalienabile il demanio. Che garanzia può mai dare un bene che non può essere venduto per pagare il creditore garantito? Il demanio è solo la modalità speciale con cui lo Stato e gli Enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Comuni) possiedono un bene destinato ad un uso pubblico. I beni che la contessa lascia per testamento al Comune appartengono certo al Comune, ma non sono demaniali perché non sono adibiti ad una funzione pubblica; la caserma dei carabinieri che lo Stato prende in affitto adempie ad una funzione pubblica ma non è demanio. Se la legge trasferisce da un Ente ad un altro una funzione incorporata in un bene (la spiaggia del mare) è ovvio e automatico che trasferisca anche il bene necessario per l'esercizio della funzione. Tutto qui nella sostanza il dramma del federalismo demaniale: il titolare per legge della funzione «incorporata» in un bene diventa titolare della demanialità dello stesso. Ed ecco i due casi veneti, legati a due laghi, che sono tipici beni demaniali. La Provincia di Belluno s'accorge che numerosi laghi (Santa Croce, Centro Cadore, etc) nel territorio di più Comuni sono tutti nel proprio territorio; la riforma costituzionale del 2001 ha creato le nuove componenti della Repubblica, Comuni. Province. Regioni e Stato. Conseguenza? I laghi che erano dello Stato ora sono dalla Provincia e fa una delibera (18 novembre 2008 n. 355) dichiarativa in tal senso; papale papale. Un federalismo demaniale «dal basso». E qui viene il bello: lo Stato ne prende atto, mentre la Regione Veneto fa ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma, sostenendo che i laghi sono (non suoi e sarebbe stata comprensibile la causa) ma dello Stato. Avete inteso bene: la Regione pianta un causa per sostenere che i laghi non sono né suoi né della Provincia, ma dello Stato. E veniamo all'altro lago: il bollettino propagandistico elettorale (2009) annunciava che la Provincia di Venezia aveva comprato un lago. Sussulto: la Provincia compra un lago? Rimostranze e pronta resipiscenza: sì, in effetti il lago appartiene al demanio provinciale e non andava comprato; risolto il contratto. Problema diverso e ben grave è quello di come saranno gestiti i demani da parte dei nuovi titolari, anche se par difficile che lo siano peggio di quanto abbia fatto lo Stato, specie per i demani militari; anche se paiono fuor di luogo le geremiadi che paventano la vendita massiccia dei beni demaniali da parte dei Comuni famelici di risorse, ancora per via del codicetto civile, che ne prevede l'inalienabilità. Il problema del federalismo demaniale è di stabilire le modalità della gestione dei beni e della loro eventuale sclassificazione nel rispetto della demanialità come finzione; il problema è creare un costume amministrativo più che un regime giuridico di intestazione.