RIPARBELLA (Pisa) Sulle colline di Riparbella e Castellina Marittima (in provincia di Pisa) dovrebbe sorgere un nuovo parco eolico dotato di 15 torri alte 125 metri con una potenza totale di 30 megawatt. Le nuove pale eoliche, aggiungendosi a quelle già presenti nei comuni limitrofi, formerebbero il più grande parco eolico d'Italia. Il progetto, di proprietà della società danese European wind farms Italy e reso compatibile dalla Regione Toscana, dalla Soprintendenza dei beni paesaggistici di Pisa e Livorno e dal Comune di Riparbella, ha trovato la ferma opposizione dell'associazione ambientalista Italia Nostra, che ha deciso di fare ricorso al Tar perché, spiega Maria Rita Signorini, membro della giunta e del gruppo di lavoro energia del consiglio nazionale dell'associazione, «il parco avrebbe un penalizzante e devastante impatto ambientale, paesaggistico, sociale ed economico su un territorio naturale incontaminato, famoso per le sue colline e il suo suo turismo». Tanto più che, aggiunge Signorini, «gli abitanti dei due Comuni non avrebbero nessun beneficio visto che tutta l'energia prodotta verrà esportata». Secondo Italia Nostra, una vasta zona sarà dominata dall'enorme centrale che occuperà tutti i poggi più alti della zona e gli immediati dintorni del fiume Cecina. In particolare, risulterà irrimediabilmente deturpata la vista da Volterra, che attualmente spazia dalle Alpi Apuane al mare. Oltre alla possibilità di estinzione di varie specie animali, l'associazione sottolinea anche l'impatto socio-economico sul comprensorio, che sta conoscendo un certo sviluppo e ha come punto di forza la presenza di aziende agricole e agrituristiche che puntano sulla produzione biologica e di qualità e sulla bellezza e amenità del paesaggio per l'ospitalità turistica. «Si vuole trasformare un ambìto territorio ambientale in un distretto industriale spiega Signorini E' un abominio, ogni pala eolica consuma due ettari di territorio». Secondo l'associazione si tratta di una «speculazione finanziaria che non ha niente in comune con le energie rinnovabili». «Appare anche evidente come la Regione Toscana e la Provincia di Pisa abbiano sostanzialmente abdicato a realizzare una seria programmazione dello sviluppo dell'energia eolica nella zona concludono i responsabili di Italia Nostra lasciandola in mano alle ditte che devono realizzare gli impianti e ai Comuni che incassano le royalties. La responsabilità della Regione è diretta perché ha omesso di valutare quanto meno le alternative di localizzazione per limitare gli impatti».