Il caso. Fioccano gli sfratti ma intanto ci sono 68 appartamenti pronti da un anno e mai assegnati Al Tabarracci e al Forcone i due condomini per l'affitto calmierato La protesta. Vivaldi (Pdl) e Bertoli (Pd): tanti cittadini hanno bisogno, ma aspettano Il costruttore: e c'è già bisogno di manutenzione VIAREGGIO. Sessantotto appartamenti nuovi. E vuoti. Chiusi. Serrati. Perché il Comune non ha ancora fissato le regole per assegnarli. «Noi teniamo per strada la gente che ha bisogno. Siamo molto lenti e questa lentezza fa un danno alla società tutta. Ci sono operazioni urgenti da fare senza paura». La voce è quella del consigliere di maggioranza, Asio Vivaldi, tra i più anziani seduti sui banchi del consiglio comunale. «Non credevo fossero pronti», commenta Vivaldi al termine della visita che la commissione sociale, presieduta da Fiorella Tozzi, ha effettuato ieri mattina all'ex Tabarracci e al Forcone (quartiere Varignano). Ed invece non solo sono abitabili ma - precisa il costruttore nel caso di quelli all'ex ospedale - «tra poco bisognerà mettere mano a interventi di manutenzione. Le case, se restano chiuse, si rovinano». Complesso color crema con le persiane colorate di giallo, verde e blu, là dove una volta c'era l'obitorio oggi ci sono appartamenti: 44 con una sola camera, l'angolo cottura, la sala ed il bagno; due più grandi, dotati di camera e cameretta; quattro monolocali adattabili a persone disabili. Non si tratta di edilizia popolare - è bene ricordare - ma di abitazioni che l'amministrazione comunale darà in affitto, ad un canone concordato che non dovrebbe superare i 350 euro al mese. Destinati, insomma, a chi pur lavorando non si può permettere i prezzi che il mercato viareggino propone: da 600 euro (rari) in su. L'intento è di destinarli a nuclei familiari formati da un genitore solo con bambini, o ad anziani con più di 65 anni, sfrattati (ma la morosità da diritto a soli 2 punti), persone il cui affitto incida per oltre il 50 sul reddito percepito. Reddito che in tutti i casi non può essere superiore, per avere diritto all'inserimento in graduatoria, a 25.823 euro lordi e non inferiore al reddito pro-capite del nucleo familiare, risultante dall'ultima dichiarazione fiscale, di due pensionati al minimo Inps (10mila lordi se nucleo composto da una sola persona). Luminosi e dotati di bagni abbastanza grandi (anche nel caso del "taglio" da una sola camera) gli appartamenti all'ex Tabarracci si affacciano su lunghi corridoi dotati anche di spazi da gestire in comune. Sul retro dello stabile, un'altra palazzina (ex infettivi). Che l'assessore al sociale rivendica per l'emergenza casa, ma che nei piani dell'ufficio urbanistica dovrà invece essere abbattuta per fare spazio a parcheggi. Visto che a fianco è in costruzione la nuova Residenza sanitaria assistita dell'Asp. Altro quartiere, questa volta in periferia. Gli appartamenti al Forcone (18) sono molto belli, hanno balconi ampi, sono un po' più grandi di quelli all'ex ospedale. L'obbligo - derivante dall'impiego di fondi regionali per la costruzione - è di destinarli a contratti di affitto concordato. Anche in questo caso ci sono famiglie che attendono - sottolinea Lorenzo Bertoli, consigliere comunale del Pd - «mentre l'amministrazione Lunardini sembra fare un paso indietro». Dopo quattro commissioni e una delibera di giunta annullata - ha spiegato ieri mattina la dirigente al sociale, Giuseppina Tazzioli - «il 12 maggio consegnerò al direttore generale Rivola i nuovi regolamenti dell'emergenza abitativa e dell'affitto a canone concordato che, nel frattempo, è stato rimesso in discussione». Resta intricato, pare di capire, il nodo dell'ente gestore del bando e delle relative assegnazioni: «Se non è più la Viareggio patrimonio - ha chiesto con insistenza Bertoli - e se non è il Comune che non trova personale da "dirottare" sull'ufficio casa, allora si intende esternalizzare il servizio?». La domanda è rimasta senza risposta, così come restano senza casa i 68 nuclei familiari che potrebbero riempire di vita e voci i due edifici appena costruiti. «Per il 30 giugno ce la facciamo a completare l'iter», assicura Fiorella Tozzi. «O si fa o non si fa: è questione di volontà», incalza Asio Vivaldi.