Assalto a corso dei Martiri Catania, business da 500 milioni Cinquanta anni di contenzioso, poi laumento di cubatura che dà il via libera ai lavori È il più grande affare edilizio in un centro storico del Meridione. Non cè città da Roma in giù che nel proprio cuore stia mettendo a disposizione di imprenditori e costruttori una spianata di 160 mila metri e soldi per tutti. Per il Comune che tra oneri concessori e aree da cedere conta dincassare oltre 80 milioni di euro, e per i costruttori pronti a buttarsi in un giro daffari da 500 milioni. La parola magica si chiama «risanamento di Corso dei Martiri». Manca solo unultimissima firma da parte di alcune società (altre hanno presentato in questi giorni i documenti) per risolvere un contenzioso che va avanti dagli anni Cinquanta, ed ecco che a Catania le ruspe potranno accendere i motori a pochi passi dalla centralissima via Etnea per spianare una scuola e costruire in una vasta area oggi abbandonata 300 mila meri cubi di palazzi, alberghi, centri commerciali, teatri, una questura, un mercato al coperto, 70 mila metri quadrati di verde e altrettanti di parcheggi interrati. Pronte a dirigere le ruspe sono famiglie di costruttori romani, come i Parnasi, il padre Sandro e il figlio Luca, che proprio la settimana scorsa grazie ai buoni rapporti con la giunta Alemanno (ex An come il sindaco di Catania Stancanelli) hanno avuto il via libera per il rifacimento dellarea Atac nella Capitale e che sono soci dei Caltagirone in altre lottizzazioni romane. «Caltagirone che non sono del ramo legato al leader dellUdc Pierferdinando Casini», sussurrano in casa Mpa, sapendo bene dei pessimi rapporti tra Lombardo e il leader dellUdc. Sulle ruspe anche imprenditori dalle buone relazioni con il gotha dellindustria italiana, come il catanese di origine Aldo Palmeri, ex amministratore dei Benetton e legato ai poteri forti di Catania, da Virlinzi a Ciancio. E poi Mario Miano ex consigliere dellAlitalia e socio dello stesso Parnasi nella società Paristalia che a Roma ha affari ovunque, dallEur al raccordo anulare. Insieme agli "stranieri", cè poi un folto gruppo di catanesi doc legati al gruppo Uniter, che al momento è quello che nel Sud Italia si aggiudica di tutto, come lautostrada Catania-Ragusa, che realizzeranno insieme a Vito Bonsignore, eurodeputato del Pdl cugino di Pino Firrarello: un colosso del cemento che ha i volti di Santo Campione, ex braccio destro del cavaliere del lavoro Mario Rendo, e Mimmo Costanzo, che in passato ha fatto parte della giunta Bianco. Tra loro, nellaffare Corso dei Martiri, anche imprenditori poco conosciuti a Catania, come Giuseppe Garraffo di Paternò, già proprietario con la sua famiglia di un mega albergo a Giardini Naxos. Stancanelli serafico assicura: «Non ci sarà nessun grattacielo e se i privati accetteranno la mia proposta non solo risaneremo una ferita storica della città ma il Comune trarrà diversi benefici». «Stanno dando via libera a una cementificazione selvaggia senza che nessuno a Catania conosca ancora i progetti, il tutto con varianti al piano regolatore mai approvate dal consiglio comunale e cubature quasi quattro volte superiori a quelle che durante il mio mandato avevamo proposto», attacca lex sindaco Enzo Bianco. A Catania il «contenzioso su Corso dei Martiri» è un ritornello che va avanti da quando nel 1951 il Comune decise di affidare il risanamento di una vasta area del centro storico alla Istica, che allora aveva tra i soci la società immobiliare del Vaticano e il Banco di Sicilia. Il piano regolatore, approvato dalla Regione, nel '61 prevedeva una edificabilità di 62mila metri cubi. Troppo pochi per i privati, e inizia il contenzioso. Negli anni Novanta la società del Vaticano fallisce, le quote vengono acquistate dalla famiglia dei costruttori romani Parnasi (che nel 2008 hanno voluto come amministratore delegato Palmeri). Alcune aree vengono acquistare dalla Risanamento San Berillo (composta dalla Sigenco di Campione e dalla Tecnis di Costanzo e Mimmo Bosco), e dalla Eurocostruzioni dei Garraffo. Nel '98, sotto lamministrazione Bianco, il consiglio comunale con la delibera 58 dell11 dicembre assegna allarea di Corso dei Martiri una edificabilità di 84 mila metri cubi. Ma la delibera è solo uno schema di massima, nel frattempo si dimette Bianco e sale a Palazzo degli Elefanti Umberto Scapagnini, che prova a incrementare la cubature a quota 112 mila, mentre i privati ne chiedono 500 mila, in base al calcolo utilizzato in passato per altre aree limitrofe a Corso dei Martiri, come Corso Sicilia. Catania nel frattempo è ingolfata e non cè una sola area edificabile in centro. Tranne la spianata di Corso dei Martiri, che promette affari doro. Scapagnini affida un parere tecnico a una commissione di saggi composta da Antonio Catricalà, Augusto Fantozzi, il senatore Giovanni Pellegrino e Nicola Zanon. Ma nel 2008 arriva il commissario nominato da Lombardo, il mega dirigente della Regione Enzo Emanuele che, con il supporto tecnico di Mario Zapparrata, altro fedelissimo del governatore oggi alla guida del Cas, firma una convenzione con i privati. La cubatura arriva a quota 380 mila, e per calcolare questa cifra si prevede perfino dinterrare Corso dei Martiri e di abbattere una scuola, la Pascoli, una delle poche antisismiche nel capoluogo etneo che ospita 600 alunni ed è costata 4 milioni di euro. Il sindaco Stancanelli blocca tutto: anche perché la firma di Emanuele alla convenzione con i privati arriva appena due settimane prima della sua elezione e non può permettersi di fare da spettatore a quello che è il più grande piano costruttivo del Meridione. Così approva in giunta un «addendum» alla convenzione, che prevede tre punti: «Il blocco dellinterramento dellasse viario e il ricalcolo delle cubature a quota 266 mila, lobbligo per i privati di ricostruire la scuola in unarea accanto a Corso dei Martiri, la cessione da parte della Istica del 99 per cento degli immobili del quartiere San Berillo, che frutterebbe una patrimonializzazione per il Comune di almeno 10 milioni di euro», dice soddisfatto Stancanelli. I privati hanno detto sì, e in queste ore stanno presentando la documentazione. Per lo meno lo ha già fatto lIstica di Parnasi e la Risanamento San Berirllo. «Finalmente potremo avviare il risanamento», dice Bosco. Ma qual è il progetto? I consiglieri hanno visto solo delle slide. E non vedranno altro: per iniziare i lavori basterà una semplice concessione edilizia.
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Riassunto in 200 parole:
Il Comune di Catania ha dato via libera ai lavori per il risanamento di Corso dei Martiri, un affare edilizio da 500 milioni di euro. La spianata di 160 mila metri quadrati sarà utilizzata per costruire 300 mila metri cubi di palazzi, alberghi, centri commerciali, teatri, una questura, un mercato al coperto, 70 mila metri quadrati di verde e altrettanti di parcheggi interrati. I costruttori romani Parnasi, Caltagirone e imprenditori dalle buone relazioni con il gotha dellindustria italiana, come Aldo Palmeri, saranno coinvolti nel progetto.
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