De Simone lancia un documento contro Iervolino e la classe politica locale, ma nessuno firma: "Hanno declassato la cultura" Orchestrali e ballerini mostrano le buste paga. Il maestro si scaglia contro il sindaco, Bassolino e gli intellettuali Dipendenti in rivolta, salta la prima. Laccusa di De Simone San Carlo in rivolta. Salta la prima de "La vedova allegra" di mercoledì. È laltra faccia della crisi. È lultima battaglia contro il decreto del ministro Bondi. Ieri, orchestrali, ballerini e lavoratori riuniti in assemblea hanno mostrato le loro buste paga: «Caro ministro, ecco gli stipendi che stanno facendo fallire le fondazioni liriche italiane». E il maestro De Simone attacca gli intellettuali: «Nessuno difende il San Carlo. Città acquiescente». «Ma il San Carlo è ancora dei napoletani? Viene da chiederselo, dopo lennesima proroga della gestione straordinaria del Commissario Nastasi su proposta dello stesso sindaco Iervolino. Nessuno mette in discussione limpegno di Nastasi, ma labdicazione del sindaco e della classe politica locale, non può non suonare come offesa». Poche righe. Un documento scritto dal maestro Roberto De Simone (dopo la lettera del sindaco Iervolino al ministro Bondi per chiedere di prolungare il commissariamento fino al 31 dicembre 2010), inviato «a tutti gli intellettuali della città» e caduto nel vuoto. «Nessuno lha firmato. La classe intellettuale di questa città sceglie lacquiescenza, sceglie di mantenere i propri privilegi». Il maestro De Simone interviene allassemblea delle maestranze del Massimo napoletano. Al suo ingresso i lavoratori, i sindacalisti, i pochi politici presenti in sala si alzano in piedi e applaudono. Un applauso lungo minuti. «È lunico che ha ancora il coraggio di parlare» grida qualcuno. E De Simone coraggio ne ha. E parla. Attacca gli intellettuali. Attacca il sindaco Iervolino che «non vuole prendersi carico del teatro e quindi della cultura della città». Attacca Bassolino. «Io credo che questo decreto nasca in un momento di grande degrado culturale, in parte dovuto a un fallimento della cosiddetta cultura di sinistra. E a Napoli più che altrove siamo vittime da un lato di un declassamento della cultura - spiega De Simone - dallaltro di una finta cultura espressa dalla gestione Bassolino che ha promosso salotti ed élite a discapito di una cultura, non dico popolare, ma di pubblico». Applausi. De Simone non risparmia neanche il concerto di Sinead OConnor: «Le pop star non sono appropriate a questo luogo. La dignità del teatro, anche un po spocchiosa se volete, deve essere difesa. Sbaglia chi considera il San Carlo di serie B, negando ai napoletani lorgoglio della storia e la speranza di una concreta rinascita culturale». Attacca tutti il maestro, parlando piano e rimanendo sempre in piedi, fermo sul suo bastone. Ricorda che «invece di colpire i lavoratori, bisognerebbe controllare in che modo vengono gestire le fondazioni e quali sono i veri sprechi». Ancora un applauso. E difende solo il San Carlo: «Va difeso con le unghie e con i denti. Io con i denti posso far ben poco (risata generale, ndr) ma le unghie le ho ben affilate e spero davvero di non essere una voce solitaria». E il teatro risponde: «Maestro non sei solo. Sei tutti noi». (cri. z.)
NAPOLI - San Carlo, cala il sipario - "Troppi privilegi, intellettuali in silenzio"
Il maestro Roberto De Simone ha lanciato un documento contro il sindaco Iervolino e la classe politica locale, accusandoli di aver declassato la cultura. Il documento è stato inviato a tutti gli intellettuali della città, ma nessuno lo ha firmato. De Simone ha parlato all'assemblea delle maestranze del Massimo napoletano, attaccando gli intellettuali e il sindaco, e difendendo il teatro San Carlo. Ha anche criticato il concerto di Sinead O'Connor e ha chiesto di controllare la gestione delle fondazioni liriche italiane. De Simone è stato applaudito dagli operai e i sindacalisti presenti in sala. Il maestro ha anche affermato che il teatro San Carlo deve essere difeso con le unghie e con i denti.
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