Paestum, vita dura per l'innovazione culturale. E progetto che funziona, si cambia. Insomma, indietro tutta. Contro ogni buon senso. E contro il riscontro positivo dell'esperienza. E così nell'antica colonia dorica nel comune di Capaccio, celebre per i suoi magnifici templi greci, la Soprintendente per i beni archeologici di Salerno Giuliana Tocco ha deciso di porre fine a uno dei più interessanti tentativi di coniugare arte contemporanea e archeologia: II Museo dei Materiali Mininimi di Arte Contemporanea. Che aveva attirato in uno dei siti più belli del mondo - ancora minacciato dal degrado e magnificato dai grandi viaggiatori del sette-ottocento - grandi artisti contemporanei. Come Tadini, Lodola, Del Pezzo, Paladino. E che l'estate prossima ha in programma di allestire una grande mostra internazionale con Arnaldo Pomodoro. Il quale ha già accettato di esporre una serie di sculture volumetriche e di suggestiva spazialità. Concepite appositamente per far da contrappunto ai maestosi templi dorici. Lasciandole lì a interloquire con il paesaggio archeologico. Che cosa è successo? E successo che il Mmmac, creazione del pittore Pietro Lista e sponsorizzato entusiasticamente dall'autorità di Gillo Dorfles, è oggi minacciato di sfratto proprio dalla Soprintendenza salernitana. Che ha comunicato l'ingiunzione alla direttrice del Museo Nuvola Lista. Con poche sommarie righe e in anticipo sulla scandenza della concessione, di anno in anno sempre rinnovata a partire dal 2000. Oggi il Mmmac è infatti ospitato in una bella torre antica, che fu inaugurata da Bassolino nel 2001 proprio in occasione del varo di una delle iniziative del Museo. E nella Torre 28, c'è la ricca collezione del Mmmac. Che include centinaia e centinaia di «materiali minimi» e «trucioli» lavorati dai massimi artisti contemporanei: Kounellis, Beyus, Warhol, Rosen-quist, Mera, Long e tanti altri. Oltre alle opere in grande. Pensate ad hoc per il contesto archeologico e lasciate in dote a quella che è diventata ormai un'istituzione unica nel suo genere in Italia. Da quelle di Dorfles, critico-artista, a quelle di Paladino, Chucchi, Staine, Crepax. Molte delle quali composero una bellissima mostra del 1998, ispirata alla celebre tomba del tuffatore. E perché la Soprintendenza vuole sloggiare il Mmmac? Per ospitare nella Torre 28 della cinta murararia un' esposizione di «poliorcetica»! Nientemeno che «le armi e i manufatti adoperati nell'antichità per l'assedio di una città». Una mostra convenzionale e scontata. Che potrebbe agevolmente trovare ospitalità nei locali del contiguo Museo archeologico. Mentre così invece si soffocherebbero un lavoro e un'intuizione che hanno fruttato tanto in termini di immagine e di un turismo di qualità, ricco di prospettive e di indotto. Un'esperienza del tutto in fase con quanto accade a Napoli, dove già il Museo Nazionale annovera mostre di arte contemporanea. E con Atene, dove Calatrava e Mayer, tra i massimi architetti contemporanei, rileggono l'Athens Olimpic Sportìng Center in chiave archeo-moderna. All'ombra del Partenone E allora, perché ricacciare Paestum alla periferia della cultura?
PAESTUM. Sfrattata l'arte contemporanea
La Soprintendente per i beni archeologici di Salerno Giuliana Tocco ha deciso di sfruttare la Torre 28 del Museo dei Materiali Minimi di Arte Contemporanea (Mmmac) di Capaccio per ospitare una mostra di poliorcetica. Il Mmmac, creato dal pittore Pietro Lista e sponsorizzato da Gillo Dorfles, è stato chiuso e la sua direttrice, Pietro Lista, è stata ingiuntata di lasciare la torre. La mostra di poliorcetica potrebbe essere ospitata nel Museo archeologico contiguo. Il Mmmac è stato chiuso dopo aver ospitato artisti contemporanei come Tadini, Lodola, Del Pezzo e Paladino.
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