«Chiederemo unaudizione a Marisa Dalai Emiliani, presidente del comitato tecnico scientifico del ministero: vogliamo capire cosa è successo con il quadro di Genova»: Tomaso Montanari è professore associato di Storia dellarte moderna allUniversità Federico II di Napoli e membro del consiglio direttivo della Consulta universitaria nazionale per la Storia dellarte (Cunsta). La Cunsta riunisce i docenti universitari italiani delle discipline storico-artistiche ed è nata, nel 2004, in seno al Cun (Consiglio universitario nazionale) per discutere problemi scientifici e didattici della professione, ma anche per recuperare «i valori di eticità e professionalità nellamministrazione del patrimonio culturale». Marisa Dalai Emiliani è il presidente del team di quattro esperti che esprime il parere sugli acquisti del ministero e direttamente riferisce al ministro Sandro Bondi. È proprio quel comitato ad aver detto sì allacquisto del quadro "Ascensione" di Ludovico Brea, conservato a Palazzo Spinola di Pellicceria, al centro di uninterrogazione parlamentare che lonorevole Giovanna Melandri (Pd) presenterà allinizio della prossima settimana. Il Mibac ha pagato quellopera un milione e 200.000 euro, molti esperti del mercato, però, contestano la cifra: «Quellopera vale almeno la metà». «Lunedì ci riuniamo a Napoli e decideremo quando convocare Marisa Dalai perché in sede al comitato lei rappresenta tutti noi, vogliamo che ci spieghi comè andata, se sono stati consultati esperti terzi». Montanari spiega infatti che i membri del comitato che ha detto "sì" al Brea sono quattro, due nominati dal ministro, uno indicato dalle soprintendenze, e uno, la Dalai, nominato proprio dal Cunsta. «Prima vogliamo capire, poi ci pronunceremo - spiega Montanari, uno dei primi a denunciare lo scandalo del presunto Crocifisso di Michelangelo acquistato dal ministero di Bondi per 3,2 milioni - a mio parere, invece, va verificato se lopera acquistata è davvero quella che era collocata nellantica chiesa di Genova. Se le indagini scientifiche danno questa certezza, credo che pagare il doppio unopera così non sia un peccato grave. Cè molto di peggio, in Italia: restauri compiuti ma inutili, restauri necessari e non compiuti, e anche acquisizioni molto discutibili». Montanari sposta il problema: per lui al centro della questione non cè il prezzo pagato o il valore presunto, ma è limportanza dellopera a fare la differenza: «Se il Brea risulterà "buono", allora ci troveremo davanti a uno dei pochi acquisti fatti come si dovrebbe, senza inseguire le star del mercato e investendo su unopera pregiata e legata alla storia del territorio».