Mentre in Parlamento va avanti l'iter per la conversione in legge del decreto «blocca ruspe» da Ischia arriva un colpo alla sanatoria decisa dal governo. Il giudice monocratico della sezione distaccata del Tribunale di Napoli, Federico Somma, ha rigettato i primi ricorsi (incidenti di esecuzione) avanzati dai difensori dei destinatari delle sentenze penali, con pena accessoria della demolizione che la Procura di Napoli ha inteso mettere in esecuzione, presentati dopo il varo da parte del governo Berlusconi. Spiega il giudice Somma, con un linguaggio decisamente tecnico: «Al rigetto dell'istanza (della difesa, ndr) non pare ostare l'intervenuta emanazione del decreto legge emesso il 23 aprile 2010, espressamente non applicabile alle opere poste in essere in violazione di vincoli paesaggistici previsti dalla normativa nazionale vigente». In sostanza, il giudice Somma evidenzia che il decreto legge «blocca ruspe» non è applicabile nelle zone soggette a vincolo paesaggistico «pur nell'eventuale ricorrenza degli altri presupposti indicati, destinazione esclusiva a prima abitazione, stabile occupazione da parte di soggetti sforniti di altra abitazione, realizzazione entro il 31 marzo 2003». Della sentenza del giudice monocratico, prende atto il procuratore aggiunto della Procura di Napoli Aldo De Chiara, coordinatore della sezione Ambiente. «Registriamo - commenta - che l'Autorità giudiziaria sta respingendo gli incidenti di esecuzione, anche tenendo conto del decreto legge, stabilendo che il decreto stesso non si può applicare all'isola d'Ischia e quindi mi riporto alle decisioni del giudice. Tale decisione rappresenta un punto fermo, importante, cui noi ci atterremo dando esecuzione a queste decisioni. Ovviamente con riserva di esaminare caso per caso». Le demolizioni vanno avanti dunque e quello di Ischia è uno dei casi più eclatanti in fatto di abusivismo al punto che nemmeno si ha un dato certo sulla quantità di case costruite senza licenza. Nelle ultime settimane, su disposizione della magistratura, si è proceduto a una serie di demolizioni tra le proteste dei cittadini che hanno rivendicato il diritto alla prima casa. Nè il decreto «blocca ruspe» ha fermato la protesta. Semmai la contestazione dei cittadini (ma anche dei sindaci) è cresciuta perchè dal decreto sono state escluse le aree sottoposte a vincoli paesaggistici. «È un atto discriminatorio», disse il sindaco di Forio Franco Regine.