Lassessore al territorio: coinvolgere i cittadini non è una perdita di tempo Sul Vespucci: "Giusto renderlo più funzionale ma ha comunque dei limiti fisici" Gli outlet: "Bisogna valutarne la costruzione se danneggiano il commercio" Marson forse ancora non lo sa, ma Castello e laeroporto, prima che questioni politiche, sono psicodrammi fiorentini. Da saggia intellettuale che vuole ridare una cifra razionale alla politica, non entra nella mischia delle pressioni e degli interessi contrapposti, ma enuncia i criteri delle scelte. «La Regione deve tenere fede ai suoi impegni. Il parco è stato deciso come strumento di compensazione legato allimpatto sanitario del termovalorizzatore. Questultimo e il completamento della Perfetti-Ricasoli sono già stati definiti dal governo regionale, latto di indirizzo del consiglio impegna a procedere con il coinvolgimento dei cittadini al fine di ottenere il massimo di condivisione sociale». Se la pista parallela va a mangiare ettari di parco, addio pista parallela? Anche lei, come utente di Peretola, si è scontrata con i limiti operativi dellaeroporto. «E giusto renderlo più funzionale ma i limiti fisici della sua collocazione riducono lipotesi di farlo diventare un aeroporto con collegamenti internazionali diretti. Occorre invece avviare un dibattito pubblico istruito su scelte tecniche concrete. E cominciare a integrare le due società del Galilei di Pisa e del Vespucci». Su Castello è al tempo stesso più severa e più elastica. «Le intercettazioni che ho letto testimoniano una insufficiente cultura del processo decisionale pubblico per la definizione degli assetti futuri. Cè stata una evidente sottovalutazione della posta in gioco». Si riferisce, ipotizziamo, allex sindaco Domenici e alle parole che usava nelle sue telefonate con lassessore Biagi. «Parliamo - dice lei - di carenze cognitive. Se ci fosse stato un ampio processo partecipativo fondato sul dibattito pubblico, queste carenze sarebbero state compensate». Marson batte e ribatte sullampliamento della partecipazione dei cittadini al meccanismo decisionale. «Allinizio può sembrare che ciò faccia perdere tempo, ma poi la condivisione elimina i veti incrociati e accelera il processo decisionale. La Scuola dei marescialli è lesempio di ciò che non è augurabile, è stato distruttivo per Castello. Se attraverso la partecipazione si fosse giunti a definire ciò che è praticabile e ciò che non lo è, non si sarebbe che migliorata la situazione. Di fronte a indirizzi e scelte concrete, anche il proprietario dellarea potrebbe essere disponibile a rivedere i termini dellaccordo». Dunque, Marson non dice sì o no al parco di Castello o alla Cittadella dei Della Valle: dice che non si può un giorno mettere a Castello una cosa, il giorno dopo unaltra. E che solo attraverso scelte precise è possibile riavviare un rapporto con il privato, Ligresti, per arrivare a una soluzione che accontenti tutti. «Piacerebbe molto anche a me sapere che cosa dice la relazione Pericu sulla convenzione tra Ligresti e il Comune di Firenze. Capisco che una certa riservatezza serva. Ma quando si apre un dibattito, se lo si rende pubblico si eleva il tono». Dietro Castello e aeroporto, cè il grande tema delluso del territorio. Marson è favorevole al Piano di indirizzo territoriale, varato pochi mesi fa dalla Regione o ne individua un limite nelleccesso di autonomia di scelta concesso ai Comuni? «Il paesaggio di questa Regione ha un valore simbolico, è licona del bel territorio, fatto di natura e cultura, cioè di geografia e lavoro degli uomini. Ma anche qui, talvolta, gli amministratori si rivelano non allaltezza della qualità culturale di cui i toscani sono intrisi. Porsi il problema nei termini di chi ha lultima parola sulle decisioni territoriali, a me sembra sbagliato. Ad ogni potere deve corrispondere un contropotere, alla autonomia del Comuni devono corrispondere meccanismi di valutazione e di controllo della Regione. La legge 1 affida grande autonomia ai Comuni, la Regione partecipa solo allavvio del piano strutturale mentre è assente nella fase di approvazione del regolamento urbanistico, quello che fissa concretamente le realizzazioni sul territorio. Siamo stati un po travolti da questa novità, dallautonomia dei Comuni, non abbiamo creato strumenti che fossero capaci di correggere lesercizio di quella autonomia laddove non funzionasse. Intendo così la lettera del procuratore Quattrocchi sul caso di Montespertoli. Se tu Regione vai avanti nel riconoscere lautonomia di scelta dei Comuni, devi dotarti dei meccanismi di correzione quando essa devia». Dunque, Marson annuncia un maggiore controllo regionale sul territorio. Sostiene lidea di un uso il più moderato possibile, privilegia la riqualificazione e la ristrutturazione. Già, ma secondo quali parametri? A Firenze il sindaco Renzi parla di piano strutturale senza aumento di volumetrie, anche se a Castello la posta in gioco prevede centinaia di migliaia di nuovi metri quadrati. «Il Comune di Firenze dovrà rivedere le norme Quadra e anti-Quadra, ne discuteremo insieme. Vede, allargare il territorio urbanizzato, oltre a ridurre gli spazi agricoli una volta per tutte, porta a serie complicazioni. Una: le società di pubblica utilità non riescono più a sostenere i costi di allargamento della rete dei servizi. Riqualificare e ristrutturare è una buona risposta anche alle nuove esigenze abitative. Non sempre per dare una abitazione occorre costruire nuove case, come le cooperative stanno cominciando a scoprire». Renzi lha chiamata? «No». Ultima battuta, gli outlet. «Occorre valutare quanto costruirli ai confini della città ne danneggino il commercio tradizionale. Le società che li costruiscono sono spesso finanziate da fondi di investimento dedicati. Possibile che la Toscana non sia capace di usare questi strumenti di raccolta del credito per realizzare cose utili alla collettività, aree di insediamento dellindustria manifatturiera, ad esempio? E una scommessa che vorrei vincere».