Interrogazione dellex ministro Melandri: "Situazione paradossale" La Direzione dei Beni Culturali: "La pala del Brea è un tassello fondamentale per lo studio di una stagione significativa" «La prossima settimana presenterò uninterrogazione parlamentare sul quadro di Genova»: Giovanna Melandri, deputato, ex ministro per i Beni culturali (dal 1998 al 2001) sostiene che la vicenda Ludovico Brea deve essere chiarita. Intanto, la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Liguria dirama una lunga nota: «Lopera è un fondamentale tassello per lo studio di una delle stagioni più significative della produzione artistica ligure - scrivono il direttore regionale, Guido Galletti, e il soprintendente per i Beni artistici, Bruno Ciliento, che allepoca dellistruttoria sullopera ricoprivano altri incarichi - Questo acquisto ha permesso il recupero e la valorizzazione di uno dei momenti più significativi delle vicende che caratterizzarono lambiente culturale ligure nella seconda metà del Quattrocento». Sul tavolo di Giovanna Melandri ci sono i ritagli di stampa che raccontano come negli ambienti degli esperti darte e di mercato serpeggi indignazione per lacquisto più importante che ha compiuto il ministero per i Beni culturali di Sandro Bondi nel 2009. Si tratta dell"Ascensione" di Ludovico Brea, una tempera su tavola, comprata da via del Collegio Romano per 1,2 milioni di euro, mentre alcuni esperti indicano come il suo valore effettivo sia molto più basso, di oltre la metà. A far saltare sulle sedie alcuni addetti ai lavori non sarebbero la qualità o lattribuzione del quadro (si tratta di unopera del 1483, che vanta una rara documentazione), ma soltanto il prezzo. La Melandri cita il recente "caso" del Crocifisso di Michelangelo pagato dal ministero 3,2 milioni di euro, ma da molti ritenuto non autentico (indaga la Corte dei Conti) e rivela: «In quel meraviglioso periodo in cui ho avuto la fortuna di essere ministro per i Beni culturali - spiega - lo avevano proposto a me quel Crocifisso. Ma io sentii puzza di bruciato e dissi "No, non compriamo". Adesso, chi lha acquistato?». Ecco perché è necessaria uninterrogazione secondo lex ministro: «Esiste una responsabilità delle strutture tecniche di valutazione - dice Melandri - e cè una scelta politica. Certamente ci troviamo in una situazione paradossale, in cui il governo Berlusconi ha tagliato sistematicamente fondi alla cultura e ha smantellato le politiche pubbliche culturali. E poi ci sono casi in cui sfoggia una certa grandeur, pagando generosamente unacquisizione». La Direzione regionale per i Beni culturali della Liguria indica nei dettagli tutti i passaggi che hanno portato allacquisto del Ludovico Brea: lofferta di vendita a trattativa privata arrivò in via Balbi a giugno 2008. Venne richiesta una minuziosa campagna diagnostica dellopera, per capire lo stato di conservazione. Il 31 luglio 2008 la domanda di acquisto, con una relazione storico-artistica, venne inoltrata al ministero. A febbraio 2009 arrivò alla Direzione regionale il parere del Comitato tecnico scientifico del ministero: si compri. Però invece del milione e 450 mila euro proposti, si chiedeva di abbassare il prezzo a 1,2 milioni. Il proprietario accettò; così il ministero autorizzò lacquisto, il 14 dicembre 2009, poi formalizzato il 24 febbraio scorso. La rarità del quadro («Sono assenti opere certe di questo autore sul mercato nazionale e internazionale, ecco perché è assurdo fare paragoni», indica la nota), la sua perfetta conservazione, la sua bibliografia dettagliata ne hanno determinato, secondo la Direzione, il prezzo. «I musei italiani non riescono a coprire le spese di funzionamento, sono costretti a tagliare personale e poi non si bada a spese per gli acquisti? - dice Melandri - Ecco perché presenterò uninterrogazione». La relazione Marida Dalai Emiliani, presidente del comitato scientifico del ministero: approvammo le indicazioni arrivate da Genova "Il prezzo fu deciso dalla soprintendenza" «Il Comitato ha approvato lacquisto dellopera, chiedendo una riduzione della cifra di offerta da 1.450.000 a 1.200.000 euro. Poi il Comitato ha approvato la valutazione di 1.200.000 euro, in quanto ritenuto valido il parere di congruità espresso dalla competente soprintendenza, anche se aveva proposto una riduzione»: così scrive Marisa Dalai Emiliani, presidente del Comitato tecnico-scientifico per il Patrimonio storico artistico del ministero e importante storico dellarte in Italia, docente alla Sapienza di Roma e già professore allUniversità di Genova di "Storia della critica darte". Il Comitato che il ministero incarica di decidere se e quali opere comprare, dunque, accettò il prezzo indicato dalla Soprintendenza genovese. Chi conosce Marisa Dalai, la descrive come un tecnico molto rigoroso, anche nel suo ruolo di presidente del Comitato, che nella vicenda dellacquisto del Crocifisso del Mantegna da parte del ministero, ad esempio, aveva espresso perplessità. «Abbiamo esaminato l"Ascensione" di Ludovico Brea in due sedute, nel gennaio 2009 e nel dicembre 2009, sulla base di una relazione arrivata dalla soprintendenza per i Beni artistici della Liguria», scrive Marisa Dalai Emiliani: il parere favorevole allacquisto sbocciò sommando molti e diversi fattori. «La rarità e limportanza dellopera», ritenuta dalla studiosa e dai colleghi tecnici «fondamentale testimonianza della produzione artistica ligure degli ultimi decenni del Quattrocento». E poi, la certezza che lautore sia Ludovico Brea, la fortuna critica del quadro, leccellente stato di conservazione: tutto questo fece dire sì al Comitato. E la presidente Dalai lancia una frecciata a chi contesta il prezzo troppo alto dellopera: «Il mercato dellarte è caratterizzato dallinveterata tendenza dei concorrenti - si tratti di antiquari o case daste - a svalutare il prezzo spuntato da un altro acquirente, soprattutto se è pubblico». (m. b.) La scheda. Quattro super studiosi ma lontani dal mercato Chi siede nel comitato tecnico scientifico per il Patrimonio storico, artistico del ministero per i Beni culturali? Oltre la presidente, Marisa Dalai Emiliani, storico dellarte, cè Caterina Bon Valsassina, già soprintendente per il Patrimonio storico artistico di Milano, direttore dellIstituto superiore per la conservazione Restauro e al vertice della Soprintendenza speciale per il patrimonio artistico e per il polo museale di Venezia. Poi, Carlo Bertelli, storico dellarte, professore universitario, già direttore del Gabinetto fotografico nazionale e poi della Calcografia nazionale, soprintendente per i Beni artistici a Milano. Infine, Orietta Rossi Pinelli, professore di "Storia della critica darte" alla Sapienza di Roma, fa parte del Conseil scientifique delle Annales du Centre Ledoux della Sorbona a Parigi. Sono quattro studiosi ai massimi livelli. Però, come indica chi continua a insistere sul prezzo "giusto" della tavola di Ludovico Brea, sono «quattro studiosi puri», ovvero, spiegano, lontani dal mercato.