L'assessore Gianni Borgna: "Stiamo raccogliendo i risultati del lavoro di molti anni. Ma vogliamo migliorare ancora l'offerta". Musei, la rivoluzione d'autunno Nuova gestione, la Roma-card per gli sconti e assunzionì in vìsta Scade nel 2005 il contratto con il global service Zètema. E sono da amministrare anche altri spazi, dall 'Ara Pacis al Macro della Decq Sistemi di abbonamento Stato-Comune per luoghi d'arte, mostre e con lo sconto sui mezzi di trasporto pubblici, anche per i romani UNA rete di musei sempre più forte, competitiva e invitante. Per chi vive in città e per chi visita la Capitale. È l'obiettivo a cui sta lavorando il Comune, pronto a convocare al rientro dalle vacanze una giornata di studio pubblica sul terna del rilancio delle strutture che fanno cultura in città, a cui parteciperanno tutti gli operatori impegnati nel settore, dagli studiosi agli sponsor. E stavolta, oltre le parole, ci saranno notizie, sostanza, fatti: dalle modalità di rinnovo della gestione del sistema-musei al varo, finalmente, di una card turi-stico-culturale per i luoghi della cultura statali e comunali, progetti messi a punto sulla base di dati e ricerche ma soprattutto dell'esperienza recente. Infatti, negli ultimi anni - un decennio all'incirca di politica "nuova"o un lustro, prendendo come punto di partenza il Giubileo - Roma è stata luogo di una sperimentazione senza precedenti nella gestione dei musei che hanno conosciuto un formidabile rilancio, grazie a ristrutturazioni, riallestimenti, apertura di nuovi spazi, e al tempo stesso attuato delle modalità di gestione inedite, capaci di mescolare pubblico e privato, tenendo in equilibrio i conti, riuscendo anche a far crescere il pubblico, che ha risposto positivamente ad un'offerta nel suo insieme più vivace. È una tendenza di segno positivo consolidata perché "spalmata" lungo un quinquennio ma che va salvaguardata con ulteriore lavoro, come sottolinea l'assessore alla Cultura, Gianni Borgna. E tra gli elementi che porteranno inevitabilmente a dei cambiamenti c'è la scadenza in arrivo nel 2005 della gara vinta dalla società Zètema, il "global service" che ha tenuto in gestione la gran parte dei musei comunali dal momento della ristrutturazione, Capitolini inclusi. Il bando di gara è pronto e il concorso dovrà partire in autunno. Nominare un nuovo "server" sarà una scelta complessa: rinunciare a Zètema, anche alla luce dell'esperienza acquisita, sarebbe una perdita; fa notare ancora Borgna: «La gara va fatta: rimane comunque garanzia di trasparenza e di contenimento della spesa. Ma Zètema si è rivelata una società estremamente seria nella gestione dei musei e nella produzione di attività culturali varie, come il Festival delle Letterature. L'esperienza acquisita sarà un fattore di cui si dovrà tenere conto». In ogni caso, il gestore - riconfermato o "neofita" - dovrà farsi carico degli oltre cento lavoratori (quelli noti alle cronache come "socialmente utili") a cui Zètema ha dovuto "dare asilo" e che erano una sorta di annosissima pendenza irrisolta del Campidoglio, trasformata in risorsa decisiva: chi vincerà la gara nel 2005 dovrà prendere nel pacchetto anche loro, forza-lavoro aggiuntiva grazie alla quale i venti musei e spazi archeologici del Campidoglio hanno potuto aumentare di numero e fare fronte alla naturale diminuzione, per ragioni di anzianità, delle forze impegnate nel servizio di custodia. Ma i lavoratori dei musei dovranno aumentare ulteriormente, già a partire dal prossimo anno e comunque nei prossimi cinque. È infatti prossima l'apertura di ulteriori luoghi di cultura, per finalità diverse. In arrivo diverse strutture molto annunciate: il museo dell'Ara Pacis, il Macro 2 riprogettato dall'architetto francese Odile Decq, il Parco archeologico per bambini al Celio, il Museo B flotti nel cuore di Villa Borghese con la donazione delle opere di De Chirico, il Museo del Giocattolo negli spazi restaurati di Villa Ada. «Tutto questo comporterà un aumento dei costi di gestione dei musei che passeranno da quindici milioni di euro ad almeno venti miloni di euro annui», aggiunge Borgna. E a completare il funzionamento della macchina museale capitolina, inquadrata in una città d'aite tra le più visitate, sta per concretizzarsi il sospirato progetto di una carta per i musei che consenta anche sconti sui mezzi di trasporto pubblici. Una commissione formata dai dirigenti del Comune per la prima volta seduti fianco a fianco con quelli delle soprintendenze statali (Lucia Di Cicco per il Comune, Alba Costamagna, Rosalba Friggeri e Rita Casagrande per il ministero), ha messo a confronto tutte le modalità di "card".esistenti nel mondo, incrociando l'esperienza di Londra e Parigi a quella di Amsterdam o Berlino. Il risultato è un progetto che costerà tra i due e i tre milioni di euro, cifra accresciuta soprattutto dalla necessità di una imponente campagna di promozione, da mettere a punto specialmente all'estero e anche fuori dall'Europa. La "Roma Card" sarà giornaliera, mensile o annuale, disponibile con tariffe differenziate anche per i romani, con un prezzo minimo-base di quindici euro fino all'abbonamento, più adatto ai residenti, che con una spesa annua consente l'ingresso nei principali musei, mostre e aree archeologiche anche statali, con riduzioni anche sui mezzi di trasporto pubblici.
Musei e mostre: arriva Roma-card e in autunno scattano sconti e assunzioni
L'assessore Gianni Borgna annuncia che il Comune di Roma sta lavorando per migliorare l'offerta culturale della città. Il Comune sta raccogliendo i risultati del lavoro di molti anni e vuole continuare a innovare. Borgna menziona la Roma-card, un sistema di abbonamento che consente agli abbonati di visitare i musei e le aree archeologiche statali e comunali con sconti sui mezzi di trasporto pubblici. Il Comune sta anche lavorando per aprire nuovi spazi culturali, tra cui il museo dell'Ara Pacis e il Macro 2, progettato dall'architetto Odile Decq.
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