La commissione tecnica regionale dovrà dire se l'impianto è sicuro o no Olt ha presentato il rapporto sulla sicurezza: intanto i lavori per realizzare l'impianto in mare vanno avanti LIVORNO. Il rigassificatore della Olt Offshore Lng Toscana, la cui realizzazione è prevista al largo di 12 miglia dalla costa pisano-livornese, è arrivato all'ultimo esame. Che è anche quello più importante: la commissione regionale toscana, presieduta dall'ingegner Cosimo Pulito (direttore generale dei vigili del fuoco della Toscana), dovrà infatti esaminare - e successivamente esprimere un parere positivo o negativo - sul rapporto definitivo sulla sicurezza che è stato depositato nei giorni scorsi da Olt. Avrà quattro mesi di tempo per pronunciarsi. Quattro mesi durante i quali la Crt potrà chiedere ulteriori chiarimenti e informazioni alla Olt (un rapporto di interlocuzione fra le parti è da considerarsi prassi normale in questa fase) ma potrà anche stabilire delle precise prescrizioni, laddove si rendessero necesserie per garantire una maggiore sicurezza dell'impianto. Il voluminoso rapporto presentato da Olt - 13 volumi, per un totale di 1.200 pagine piene zeppe di dati, simulazioni, progetti, etc. - riguarda infatti la messa in servizio del rigassificatore: quello approvato nel 2003, è bene ricordarlo, era "solo" il progetto preliminare relativo alla costruzione del terminale, oggi c'è invece in discussione la sua messa in funzione. Ed è proprio in considerazione della delicatezza dell'operazione, che la commissione si è riservata quattro mesi di tempo per dire sì o no all'entrata in servizio dell'impianto. In particolare, la commissione guidata dall'ingegner Pulito punterà l'attenzione sull'eventuale rischio di esplosione, su quello di incendio e sulle possibili conseguenze in mare o sulla terraferma (l'esempio tipico di incidente è quello della fuoriuscita di gas, con formazione di una nuvola in movimento verso la costa). E saranno esaminate tutte le misure di sicurezze previste per simili situazioni. L'esame da parte della Crt, che inizierà già nei prossimi giorni, non pare comunque destinata a modificare i programmi della Olt: non c'è nessuna dichiarazione ufficiale al riguardo, ma la sensazione è che la società realizzatrice del progetto sia convinta di aver documentato nel rapporto la sicurezza dell'impianto. E quindi i lavori andranno avanti con la tempistica prevista. La realizzazione della condotta sottomarina che collegherà il rigassificatore offshore alla rete nazionale del gas è già a buon punto: la tubazione ha un diametro di circa 80 centimetri ed è lunga quasi 37 chilometri. Sarà collocato sul fondo marino, ad una profondità massima di 120 metri, è dovrà collegare la nave-impianto (situata a 12 miglia dalla costa pisano-livornese, in pratica davanti a Tirrenia) alla terraferma e quindi alla cabina di connessione con la rete Snam a Stagno. L'intervento dovrebbe concludersi entro la fine dell'estate, mentre l'arrivo della nave Golar (lunga 288 metri, larga 43, è attualmente in trasformazione nei cantieri Hyundai) è prevista nei primi mesi del 2011, dopodiché avranno inizio i collaudi del rigassificatore offshore: l'impianto dovrebbe quindi entrare in funzione a metà del 2011. Sempre se nel frattempo avrà ottenuto il via libera della commissione tecnica regionale. Che è appunto l'ultimo esame da superare.
LIVORNO - Ultimo esame per il rigassificatore
La commissione tecnica regionale toscana dovrà esaminare il rapporto sulla sicurezza del rigassificatore Olt Offshore Lng Toscana, che è stato depositato dalla società realizzatrice del progetto. Il rapporto, che comprende 13 volumi e 1.200 pagine, riguarda la messa in servizio del rigassificatore e copre argomenti come la sicurezza dell'impianto, il rischio di esplosione e incendio, e le possibili conseguenze in mare o sulla terraferma. La commissione ha quattro mesi per pronunciarsi sul rapporto e potrà chiedere ulteriori chiarimenti e informazioni alla Olt.
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