La nascita Arcus (il nome completo è Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo - Arcus Spa) è stata istituita dalla legge 291 del 2003 con un capitale sociale di 8 milioni di euro. ----------------- I progetti ----------------- I 55 milioni di euro di cui la società dispone sono stati suddivisi tra diverse aree di intervento. Ecco le principali: Tutela del barocco leccese: 7,7 milioni di euro Interrelazioni tra beni culturali, paesaggio e infrastrutture: 16 milioni di euro. I progetti dovranno avere come obiettivo quello di migliorare la fruibilità del patrimonio, evitando che le nuove opere pubbliche abbiano un impatto negativo sui monumenti. Formazione dei bacini culturali: 2 milioni di euro Valorizzazione di biblioteche e archivi: 2 milioni di euro Sviluppo di un merchandising museale di qualità: 2 milioni di euro Attività nel settore dello spettacolo: 16 milioni di euro Eliminazione delle barriere rchitettoniche nell'accesso ai monumenti: 2 milioni di euro. Realizzazione della Grande Biennale: 3 milioni di euro. --------------------------------------- ROMA «Sta scaldando i motori», dice Mario Ciaccia a proposito di Arcus, la Spa pubblica di cui è presidente e che, nata nel 2003 per operare nel settore dei beni culturali e dello spettacolo, ha di recente completato il mosaico amministrativo con la firma della convenzione, insieme ai ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture, sugli stanziamenti da destinare a ciascun ambito di intervento . Si parte con una dote di cinque milioni di euro, resi disponibili, per il 2003 e il 2004, dal 3 calcolato sulle grandi opere infrastnruturali. Risorse che consentono di contrarre mutui per almeno 55 milioni di euro. Quando riceverete queste somme? A settembre. Bisogna prima decidere se fare riferimento alla Cassa depositi e prestiti o a un altro istituto finanziario. Preferirei la Cassa, perché ha come vocazione quella di concedere mutui alle strutture pubbliche. Abbiamo già avviato un carteggio in questo senso. I finanziamenti di Arcus non sono, però solo quelli rappresentati dal 3 della spese per infrastrutture. Il fatto stesso che la società dovrà anche funzionare come punto di riferimento per molti soggetti che operano nel campo della cultura e dello spettacolo autonomie territoriali (in particolare le Regioni), fondazioni di origine bancaria, consorzi (tre per tutti: Fai, Civita e Feder-culture) permetterà di disporre di altre risorse. Per esempio, insieme al Fai è stato avviato un progetto per il restauro conservativo di Villa Gregoriana a Tivoli e lì si utilizzeranno risorse che non provengono dal 3 per cento. Per far questo c'era proprio bisogno di costituire una Spa? Non bastava l'azione del ministero o degli altri soggetti istituzionali? Bisogna chiarire. Arcus non è deputata a gestire i beni culturali, così come non ha fra i suoi compiti quello di erogare contributi: se così facesse, allora veramente si sostituirebbe al ministero o ad altri enti. Il suo ruolo è promuovere e sostenere progetti che possano favorire interventi su particolari zone di interesse artistico. Per esempio, sviluppare i bacini culturali. La premessa di tutto è il riconoscimento che i beni culturali rappresentano una componente essenziale del sistema infrastrutturale del Paese. C'è finalmente la presa di coscienza che il patrimonio artistico è una risorsa anche economica. Già la Sibec, nata nel '97, si muoveva su questi binari. È stata, però, un vero fallimento. La Sibec fu istituita in un contesto diverso. L'intuizione fu felice, ma si dovette fare i conti con una legislazione che guardava ai beni culturali da un'ottica sepolcrale. Non era, infatti, nemmeno immaginabile che i privati potessero partecipare alla gestione del patrimonio. Il Codice dei beni culturali, invece, ora lo consente. Inoltre, la Sibec nacque come una scatola vuota, con poco più di 516 mila euro di capitale sociale, ma senza alcuna certezza su un costante flusso di risorse. Arcus può, al contrario, contare sul 3 per cento. Lo statuto vi assegna, nel campo culturale e dello spettacolo, competenze molto estese. Quasi un'attività "tentacolare": potete predisporre progetti, fornire assistenza tecnica e finanziaria, promuovere la costituzione di altre società. Non c'è il rischio di sovrapporsi ad altre amministrazioni? Impossibile. Si tratta di competenze che non appartengono ad altri. Ben venga, poi, l'attività tentacolare, perché consente di coinvolgere diversi soggetti, senza il rischio, però, che Arcus si trasformi in un ministero. Sarà, infatti, una struttura molto snella, con non più di 10-12 persone, compreso il direttore generale. Le risorse non saranno, dunque, impiegate per autoalimentare un carrozzone.
Mario Ciaccia, presidente di Arcus Spa: A settembre debutta la Spa per l'arte
Arcus è una società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo istituita con la legge 291 del 2003 con un capitale sociale di 8 milioni di euro. I 55 milioni di euro disponibili sono stati suddivisi tra diverse aree di intervento, tra cui la tutela del barocco leccese, l'interrelazione tra beni culturali, paesaggio e infrastrutture, la formazione dei bacini culturali, la valorizzazione di biblioteche e archivi, lo sviluppo di un merchandising museale di qualità, le attività nel settore dello spettacolo, l'eliminazione delle barriere architettoniche nell'accesso ai monumenti e la realizzazione della Grande Biennale.
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