Gli indagati salgono a cinque: c'è anche Gemignani (Lti) Il presidente di Toscana impianti coinvolto nella faccenda dell'ampliamento, peraltro mai avvenuto Si è conclusa dopo tre anni, di cui l'ultimo in apnea. E ha tirato dentro una quinta persona. L'indagine sulla presunta tangentopoli rosignanese, il cosiddetto «gruppo locale» formato da politici e imprenditori, è giunta al capolinea. La Procura ha notificato alle parti l'avviso di cui all'articolo 415 bis del codice di procedura penale, preparandosi alla richiesta di rinvio a giudizio. Ribadite le ipotesi di accusa, che vanno dall'abuso d'ufficio ai tentativi di concussione e corruzione. E pure i nomi degli indagati, ai quali è stato aggiunto un quinto. Nuovo indagato. Il nuovo nome è quello di Vinicio Gemignani, l'ottantenne fondatore e presidente della Lti (La Toscana impianti) srl. Lo stesso tribunale del riesame di Firenze aveva spinto in qualche modo la Procura a prendere in considerazione anche la posizione di Gemignani, intercettato mentre parlava al telefono con uno degli altri indagati. Gli altri. Sono l'ex sindaco Alessandro Nenci, l'ex assessore all'urbanistica Raffaele Boccaccini, l'ingegnere Giuseppe Quintavalle e il commercialista Franco Pardini. Ora tutti e cinque hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive, chiedere nuove indagini o essere sentiti dai pm. Queste ultime due possibilità sembrano solo teoriche per i primi indagati, visto che fin qui è stato detto e scritto un po' tutto. Almeno fino a un anno fa, quando il tribunale del riesame aveva dovuto rivedere la sua posizione dopo la sentenza della Cassazione, emessa sulla questione degli arresti ma salutata dagli avvocati come una vittoria per come era penetrata nel contenuto della stessa indagine. Tutto sembrava essere finito nel dimenticatoio. Invece no. Tre anni di indagini. L'inizio ufficiale dell'inchiesta risale all'aprile di tre anni fa ma bisogna tornare ancora più indietro per ricostruire la vicenda. Il detonatore fu rappresentato, nel settembre 2006, da cinque colpi di pistola sparati all'auto in uso all'allora sindaco Nenci, davanti casa sua, alle Spianate. Di quell'agguato se ne occupò anche la Dda fiorentina. Poi le indagini finirono per ritorcersi contro lo stesso Nenci, dopo la denuncia di Angelo Infantino. Vediamo di cosa sono accusati i cinque indagati. Il comparto industriale. Partiamo dall'ultimo in ordine di tempo, Gemignani. E' indagato in concorso con Nenci e Quintavalle per abuso d'ufficio a proposito dell'ampliamento dei parametri relativi al comparto delle Morelline, dove hanno proprietà la Quintavalle costruzioni, la Semit e, appunto, la Toscana impianti. Secondo le accuse, la Lti di Gemignani avrebbe ottenuto a titolo di favore un ampliamento di cinquemila metri quadrati invece dei mille previsti dalla bozza del regolamento. Accusa della quale Gemignani aveva già risposto al "Tirreno", spiegando come quei mille metri fossero un errore macroscopico della bozza, uno zero dimenticato (diecimila), corretto nel settembre 2007 dopo un'osservazione presentata dalla Lti. C'è da dire che quei cinquemila metri per il capannone e mille per gli uffici sono sempre rimasti lettera morta. Bloccato evidentemente dall'indagine, l'ampliamento non c'è mai stato tanto che poi Lti ha trasferito parte degli impianti a Piombino, a Montegemoli, dove lavorano un centinaio di persone. Le case alle Spianate. Nenci e Quintavalle sono indagati per tentata concussione nei confronti di Infantino e della Rive d'Italia Srl. E' la faccenda della tangente da mezzo milione che sarebbe stata chiesta (e non pagata) per far approvare il regolamento così come risultava dalla bozza. Il piano strutturale aveva indicato le linee guida per le Spianate: 100 alloggi per il settore residenziale e 600 posti letto per quello turistico-ricettivo. Infantino e Le Spianate Srl avevano già un accordo per costruire e vendere. Il regolamento avrebbe dovuto confermare quei parametri. Adottato, ma non ancora approvato. Sempre secondo le accuse, Nenci avrebbe preso tempo per tenere sulle spine Infantino, fino all'intervento di Quintavalle che avrebbe consigliato all'imprenditore di pagare 500mila euro al sindaco per sistemare la faccenda. Obiettivo Socomar. Nenci e Quintavalle avrebbero adottato lo stesso sistema alla Mazzanta, in via dei Cavalleggeri, su un terreno della Socomar srl. Qui il regolamento avrebbe dovuto confermare quanto già stabilito da una delibera con cui il consiglio accoglieva le osservazioni della società: possibilità di costruire 500 posti letto per il settore turistico ricettivo e 650 per il villaggio turistico. Nenci avrebbe fatto dimezzare i posti letto e rifiutato di ricevere Umberto Cini, rappresentante Socomar. Al quale Quintavalle avrebbe suggerito di cedere alcune quote di capitale a Laura Santobelli, amica del sindaco. Raccomandata. L'inchiesta passa anche attraverso la tentata corruzione. Pardini avrebbe chiesto a tempo scaduto l'incremento di parametri su una sua proprietà. Nenci e Boccaccini gli avrebbero promesso che, dopo il regolamento, sarebbe stata approvata una variante. In cambio, Pardini avrebbe assunto la figlia di Nenci alla Banca Costa degli Etruschi del cui cda era presidente Pardini. Gli avvocati. Alberto Uccelli, difensore di Nenci, lo aveva già detto: «A questo punto mi aspetto di tutto, anche la richiesta di rinvio a giudizio». Aveva previsto bene. Scuote la testa Anna Francini, avvocato di Quintavalle: «La Cassazione aveva scritto parole tombali, sollevato dubbi insuperabili. Era stata una sentenza a dir poco innovativa, che aveva smontato tutta la ricostruzione dei pm. Se non ci si arrende neanche davanti a questo...». Il più sorpreso è l'avvocato Nando Bartolomei, che difende Gemignani: «C'è poco da commentare, qui abbiamo un imprenditore che doveva espandere la propria attività. Nel suo interesse, è ovvio, ma con benefici per l'intero territorio. Gemignani lo aveva chiesto nelle forme appropriate, ai destinatari naturali. Non lo ha mai ottenuto e alla fine addirittura finisce in un'inchiesta?». Mai interrogato dai pm, Gemignani potrebbe chiedere di essere sentito. Ma il suo avvocato spiega che «non posso decidere se prima non vedo il fascicolo. L'ho chiesto all'ufficio preposto, la stanza 97, mi è stato detto che non è disponibile. Ho già fatto un'istanza, ne sto preparando un'altra. Non aggiungo altro».
ROSIGNANO. Chiusa l'inchiesta su edilizia e affari
La Procura di Firenze ha notificato alle parti dell'inchiesta sulla presunta Tangentopoli rosignanese, che si tratta di un gruppo di politici e imprenditori, l'avviso di cui all'articolo 415 bis del codice di procedura penale. Le indagini, che hanno durato tre anni, hanno coinvolto cinque persone: l'ex sindaco Alessandro Nenci, l'ex assessore all'urbanistica Raffaele Boccaccini, l'ingegnere Giuseppe Quintavalle, il commercialista Franco Pardini e il presidente della Lti (La Toscana impianti) srl. Vinicio Gemignani. I cinque sono accusati di abuso d'ufficio, tentata concussione e corruzione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo