Ma il Pdl replica: "Stiamo già lavorando" La Cgil contro il sottosegretario "Le fondazioni private assumono come vogliono" La mobilitazione per il teatro Petruzzelli è già iniziata. Dal presidente Nichi Vendola fino al vicepresidente dei senatori del Pd, Gaetano Quagliarello, passando per lassessore Silvia Godelli e il leader dellopposizione in Regione, Rocco Palese, cresce la consapevolezza di fare pressione sul governo affinché lente lirico barese sia escluso dal decreto di riordino. Anche se con accenti diversi e con inevitabili sottolineature polemiche, quello che sta prendendo corpo è un fronte bipartisan. Il primo appuntamento pubblico, voluto dal sindaco Michele Emiliano, è fissato per domani, alle 15.30, nella foyer del Petruzzelli. Intanto, gli appelli si moltiplicano. «Limpedimento a fare concorsi contenuto nel decreto - attacca il presidente Nichi Vendola, in una lettera al ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi - sancirebbe la morte sul nascere della neonata fondazione Petruzzelli». Il governatore si chiede perché nel decreto non sia stata prevista una deroga specifica per il Petruzzelli. «Non voglio pensare - aggiunge - che da parte del governo ci sia stata una volontaria intenzione di penalizzare una realtà così importante né voglio credere che si tratti di una decisione esplicitamente rivolta a danneggiare il Mezzogiorno e la Puglia, oltre che la cultura. Ritengo piuttosto che, nella fretta della decretazione durgenza, questa specificità sia stata in qualche modo dimenticata». A salire sulle barricate è anche la Cgil. «Condivido limpostazione che Emiliano, Vendola e lo stesso Rocco Palese hanno dato al problema - dice Antonio Fuiano, segretario regionale della Slc Cgil - Faccio però notare al sottosegretario Giro che il decreto non ha modificato lo status delle fondazioni, che sono soggetti di diritto privato e non seguono la normativa della pubblica amministrazione per le assunzioni. Il contratto nazionale di lavoro del settore prevede di norma i concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato delle maestranze artistiche, ma si tratta di una materia che è nella disponibilità delle singole fondazioni e delle controparti sindacali». Anche il Pdl è convinto della necessità di una deroga. In vista della discussione al Senato, Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori pdl, ne ha già parlato con il ministro Sandro Bondi. «Il ministro - fa sapere - è consapevole della situazione del tutto particolare del Teatro Petruzzelli. Nel corso della discussione parlamentare, che vedrà presente lo stesso ministro, assicuro fin da ora la disponibilità a far sì che tale peculiarità venga riconosciuta. Ma il riconoscimento di una deroga al blocco delle assunzioni non potrà che seguire un principio basilare di moralità, in nome del quale le nuove assunzioni dovranno essere fatte, attraverso concorsi pubblici e nel pieno rispetto dei criteri meritocratici, senza le scorciatoie e le procedure clientelistiche delle quali nel recente passato, allombra dellemergenza e della necessità, si è avuto sentore». Il Pdl pugliese, con vicecoordinatore Antonio Distaso, fa sapere di aver chiesto un incontro al ministro Bondi e al sottosegretario Giro. Anche Rocco Palese è convinto che la deroga ci sarà. «Il presidente Vendola - dice - può evitare di fare il processo alle intenzioni. Della particolarità del teatro Petruzzelli tutti si rendono conto e si lavora per una soluzione».
PUGLIA - Petruzzelli, Vendola attacca "Il governo faccia una deroga"
Il Teatro Petruzzelli di Bari è stato escluso dal decreto di riordino delle fondazioni private, che prevede l'introduzione di concorsi pubblici per le assunzioni. Il governatore Nichi Vendola ha scritto una lettera al ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, chiedendo una deroga specifica per il teatro. Il sindaco Michele Emiliano ha fissato un appuntamento pubblico per domani per discutere la questione. La Cgil e il Pdl hanno anche espresso la loro opposizione al decreto e chiesto una deroga per il teatro. Il ministro Bondi ha assicurato di essere consapevole della situazione del teatro e di essere disposto a far sì che una deroga venga riconosciuta.
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