ROMA Conciliare cultura e business. Non è semplice, ma è su questo concetto ruota la nuova visione dell'arte. Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha recentemente nominato Raffaele Ranucci, un imprenditore immobiliare e alberghiero, alla presidenza dell'azienda pubblica che gestisce le Scuderie del Quirinale, il complesso espositivo più prestigioso della capitale, e il Palazzo delle Esposizioni, tra pochi mesi pronto a ripartire con grandi iniziative. Una nomina ardita perché un imprenditore non può che cercare questo difficile equilibrio tra cultura ed economia. Ranucci, perché un imprenditore si occupa di cultura? Perché la cultura oggi è trainante per l'economia. È conoscenza ed è divulgazione. E l'azienda che presiedo, la Palaexpo, è il sunto di questo concetto. L'intuizione di Veltroni è stata quella di creare una società che non sia solo un contenitore per ospitare grandi mostre, ma abbia l'ambizione di essere un fatto economico importante. Come pensa di vincere questa scommessa? Allargando il concetto di cultura, cercando di attirare l'attenzione del pubblico con iniziative che abbiano sostanza culturale e che diano un ritorno. Per non pesare troppo sulle casse pubbliche e avere una propria dignità, anche economica. Nel concreto a cosa pensa? Tra le iniziative c'è una Casa del cinema e una Casa del jazz, la prima alla Casula delle Rose a Villa Borghese, l'altra nel parco di Villa Osio. Vogliamo fare cultura e aprirci al grande pubblico. Per il cinema è più facile. Per il jazz sembra difficile. I giovani non amano il jazz o, meglio, non lo capiscono. Ma perché nessuno glielo ha spiegato, perché forse non ci si sono avvicinati nel modo giusto. Noi vogliamo far conoscere queste espressioni artistiche. Questo vale anche per il Palazzo delle esposizioni? Quello è il vero tempio della cultura del novecento. Per decenni è stato il punto di riferimento dell'arte a Roma e tornerà a esserlo. Mischieremo i diversi campi dell'arte: pittura, scultura, cinema, musica, videoarte. Ci saranno grandi mostre multidisciplinari, come quella sui 50 anni del rock con cui a dicembre contiamo di inaugurare il Palazzo rinnovato. Sarà una mostra dedicata alla musica con rimandi a pittura, scultura e cinema. Non si tratta di commistioni esagerate? Mai esagerate. Io credo che la cultura sia una ricchezza che non possa e non debba essere racchiusa in piccoli scrigni: questi si debbono aprire perché producano economia. La Casa del jazz ospiterà grandi concerti. Ma ci saranno centri di documentazione, si farà didattica per i giovani, li si metterà in condizione di sperimentare la musica direttamente. Dove arriverà il fatto economico? Attualmente una grande mostra tra biglietti, sponsorizzazioni e attività varie copre tra il 30 e il 40 delle spese. La nostra ambizione è quella di arrivare a coprire almeno la metà dei costi. Questo è possibile muovendosi come una vera azienda, eliminando gli sprechi. Quali? Di solito i cataloghi contengono interventi di grandi critici. Ma se quella firma costa migliaia di euro se ne può fare a meno e il catalogo non per questo non avrà valore. C'è anche il pericolo della qualità. Nessuno scorda la mostra al Palazzo delle esposizioni sugli squali. Una mostra importante, ma non appartenente alla cultura del Palazzo delle esposizioni. Noi pensiamo ad altro. Le leggi dell'economia però a volte sono dure. Si tratta di gestirle. Io credo che un museo possa anche vendere una tazzina di caffè. Basta chiedere a dieci artisti di creare altrettanti oggetti d'arte. Se uno di questi è una tazzina di caffè, io posso anche venderla, perché non è più una tazzina, è un oggetto d'arte.
Ranucci: Diamo dignità economica alla cultura
Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha nominato Raffaele Ranucci alla presidenza dell'azienda pubblica che gestisce le Scuderie del Quirinale e il Palazzo delle Esposizioni. Ranucci, un imprenditore immobiliare e alberghiero, vuole conciliare cultura e business. La sua azienda, la Palaexpo, vuole essere un fatto economico importante e attirare l'attenzione del pubblico con iniziative culturali di sostanza. Tra le iniziative c'è la Casa del cinema e la Casa del jazz, che vogliono far conoscere queste espressioni artistiche al grande pubblico. Il Palazzo delle esposizioni sarà un tempio della cultura del novecento, con grandi mostre multidisciplinari e centri di documentazione.
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