Ritrovamento archeologico in pieno centro della città. Durante i lavori di restyling a Porta Nolana è stata portata alla luce l'antica pavimentazione di Napoli. Probabilmente si tratta dello storico lastricato di via San Cosmo che venne realizzato agli inizi del 1500 dopo che Ferrante I fece spostare la «porta Furcellensis» nel luogo dove si trova attualmente, e la dotò di una postazione daziaria. Ma non è tutto: una piccola cavità che s'è manifestata in un'area laterale del cantiere ha restituito resti di vasi, ornamenti e pipe di terracotta. Quell'area dovrà essere esplorata per capire quali, e quanti reperti conserva. La scoperta risale al pomeriggio di lunedì, quando i lavori di scavo erano appena iniziati. Il progetto per la riqualificazione e la pedonalizzazione della piazza prevede di riportare la strada alla quota «storica e antica» che si trova quasi un metro sotto la strada attuale. Esattamente a quella quota, le ruspe hanno incontrato una zona più solida e hanno trovato grosse lastre di pietra. Gli addetti al cantiere hanno immediatamente capito che c'era qualcosa di strano e hanno deciso di procedere con lentezza e prudenza. Nel giro di un'ora è stato riportato alla luce un ampio tratto di strada antica, perfettamente lastricata e in ottimo stato di conservazione. La ditta che sta eseguendo i lavori, ha deciso di bloccare le ruspe e di avvisare immediatamente la seconda municipailtà che è responsabile di quell'intervento. Subito è stato avvisato l'ingegnere De Vito, progettista dell'intervento di piazza Nolana, il quale ha dato la notizia al presidente Alberto Patruno: assieme hanno effettuato un primo, immediato, sopralluogo per verificare quel che stava accadendo. Ieri mattina, dopo aver dato la notizia alla soprintendente Gizzi e all'assessore Belfiore, il presidente Patruno è tornato nella piazza per seguire da vicino l'intervento della Soprintendenza e capire in quale ritrovamento si sono imbattuti gli operai che stavano rinnovando la piazza. Dopo aver osservato il luogo e scattato fotografie, gli esperti della Soprintendenza hanno chiesto alla ditta che sta eseguendo i lavori, di ricoprire la storica pavimentazione con un velo di terra, in attesa di sapere quale dovrà essere la sorte del ritrovamento. La notizia ha fatto immediatamente il giro del quartiere e, davanti alle protezioni in ferro del cantiere, si è radunata una piccola folla di curiosi desiderosi di capire cosa stesse accadendo: «Questo ritrovamento è - l'ennesima conferma della ricchezza storico-artistica di questa città per la quale tutti dovrebbero investire di più, non solo per migliorare ciò che esiste o ciò che si ritrova, ma per creare nuove opportunità di lavoro per giovani architetti, archeologi, guide turistiche», ha detto Alberto Patruno durante la seconda visita alla ritrovata zona archeologica appena riscoperta. Ieri, proprio durante il sopralluogo da parte del presidente Patruno e dell'assessore municipale alla vivibilità Wurzburger (scortati dall'ingegnere de Viro) gli addetti al cantiere durante un banale intervento di ripulitura di un'area laterale dello scavo, hanno individuato un giacimento» di reperti antichi: frammenti di vasi, resti di piccole opere in terracotta, decine di antiche pipe risalenti al 1600. Quei ritrovamenti sono stati accolti con un sussulto di emozione da parte dei presenti: anche su quelli sarà necessario un intervento da parte della soprintendenza per attribuire una datazione precisa e stabilirne l'importanza. «Ho già preparato una lettera da inviare al ministro Bondi, al governatore Caldoro, al presidente della provincia Cesaro e al sindaco Iervolino - ha spiegato Alberto Patruno - chiederò loro di verificare la possibilità di finanziare un vecchio progetto di ristrutturazione di porta Nolana, dimenticato da anni in un cassetto del servizio valorizzazione della città. E un progetto del 2001 ma è attualissimo, prevede l'eliminazione degli abusi edilizi e una totale ristrutturazione del monumento».