SAN PIETRO IN CARIANO. Esposto delle associazioni a tutela del paesaggio tra vigneti e ville venete della zona Amici della bicicletta, Il Carpino Italia Nostra, Legambiente, Wwf contrari al progetto preliminare che intende coprire gli sterrati No a una lunga striscia d'asfalto come copertura delle strade bianche secondarie. No a un manto di bitume nero in mezzo a vigneti e ville venete, che scoraggerà ciclisti e turisti e attirerà gli automobilisti magari a caccia di una viabilità alternativa nelle ore di punta. Dopo il ricorso al Tar contro le modifiche introdotte dall'amministrazione Dal Negro al Pat di Negrar, le associazioni ambientaliste di Verona tornano a fare fronte comune bussando alla porta del Comune di San Pietro in Cariano nell'intento di garantire alla Valpolicella una tutela di ambiente e territorio che tenga conto della sua ricchezza storica e paesaggistica. Amici della Bicicletta, Il Carpino, Italia Nostra, Legambiente e Wwf hanno depositato un esposto alla Soprintendenza ai Beni culturali e architettonici, in cui chiedono lo stop immediato al progetto preliminare di asfaltatura di via Monga, via Valena e via Bolcana a San Pietro, via Santin a Corrubbio e via Fontana a Pedemonte, approvato il 18 febbraio scorso dal consiglio comunale guidato dal sindaco leghista Gabriele Maestrelli. In alternativa all'attuale manto stradale sterrato propongono una stabilizzazione con materiali eco-compatibili, giudicati più adatti al contesto. «Il valore storico-paesaggistico e architettonico dell'area», spiegano in coro le associazioni, «è testimoniato da cinque importanti ville venete antiche: villa Pule Galtarossa, villa Costanza, villa La Cariana, villa Cometti e villa Acquistapace Castellani. Questi percorsi ogni fine settimana sono meta di numerose visite e ciclo escursioni. Fino ad oggi nulla da dire sulla manutenzione delle strade bianche, fatta sempre a dovere, ma questo progetto del Comune ora rischia di trasformare la zona in un nastro d'asfalto». Altro che polmone verde negli spazi rurali di cui tutti possano godere la domenica o nel tempo libero, altro che patrimonio agricolo o artistico: le associazioni ambientaliste non vedono di buon occhio il lavoro che i Comuni della Valpolicella stanno facendo a favore del territorio. «Mentre le amministrazioni dell'Est veronese si stanno svegliando dal torpore, preoccupandosi per i progettati scempi ambientali come nel caso di Soave, San Bonifacio e Belfiore», denuncia la vicepresidente degli AdB di Verona, Donatella Miotto, «a Ovest e in Valpolicella spetta ancora del tutto alle associazioni pensare alla tutela e unirsi contro le violenze ai danni del territorio. Paradossale, vista la presenza di amministrazioni che dicono di difendere l'identità, la storia e le tradizioni del popolo veneto, ma nei fatti mettono a repentaglio uno dei paesaggi più belli della zona». Oltre a colline, dorsali, vaj e scarpate, insomma, reclamano attenzione anche le stradine bianche secondarie. Secondo il presidente di Italia Nostra, Giorgio Massignan, «è chiaro l'intento di creare una viabilità secondaria a sostegno delle strade principali congestionate. Ma è un progetto miope che non tiene conto di specificità e valenza del territorio». Aggiunge il presidente provinciale di Legambiente, Lorenzo Albi: «È inaccettabile che si soccomba agli interessi privati, prescindendo da ogni altra valutazione, compresi i continui richiami dell'Unione europea sull'importanza della salvaguardia del paesaggio». Ma ci sono anche leggi italiane che parlano chiaro in materia, secondo Mario Spezia del Carpino: «Il provvedimento del Comune contrasta la Legge Urbani numero 42 del 2004, che individua nel paesaggio l'elemento più importante del patrimonio artistico culturale italiano».
TOSCANA - Asfalto sulle strade bianche. Altolà degli ambientalisti
A San Pietro in Cariano, in Valpolicella, le associazioni Amici della Bicicletta, Il Carpino Italia Nostra, Legambiente e Wwf hanno depositato un esposto contro il progetto preliminare di asfaltatura di strade bianche secondarie. Le associazioni chiedono lo stop immediato al progetto e propongono una stabilizzazione con materiali eco-compatibili. Il progetto è stato approvato dal consiglio comunale guidato dal sindaco Gabriele Maestrelli. Le associazioni sostengono che il progetto rischia di trasformare la zona in un nastro d'asfalto e di danneggiare il patrimonio storico e paesaggistico dell'area.
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