Lallarme lanciato dal vulcanologo dellUniversità Luigi Rossi per lex miniera della Valmarecchia «Per il museo minerario "Sulphur" deve intervenire la Regione, perché oggi quello che potrebbe essere un parco tematico da 10 mila visitatori allanno è chiuso, ed è una perdita molto importante. Lantica miniera di zolfo della Valmarecchia, che fino agli anni '60 dava lavoro a 2.300 persone in un territorio dove non cera nessunaltra attività produttiva, potrebbe diventare un parco a tema come quelli che ci sono in Austria o in Polonia, che attirano migliaia di visitatori. Bisognerebbe riaprire il primo tratto della miniera, dopo averlo messo in sicurezza, per le gite dei ragazzi delle scuole. Ma ci vuole una cultura che punti sulla scienza». Il vulcanologo dellUniversità di Bologna Piermaria Luigi Rossi è uscito dal comitato scientifico del museo di Perticara, in Romagna, in seguito alle dimissioni del direttore Fabio Fabbri. Anche gli ex minatori che hanno lavorato nelle miniere di zolfo dellalta Valmarecchia hanno preso carta e penna e hanno pubblicato uninserzione sul giornale per chiedere a Fabbri di restare e portare avanti il progetto di museo e di parco minerario che raccontano la vita e il lavoro nelle miniere di zolfo. «Adesso la gestione è in mano direttamente alla Pro Loco e io non me la sento di continuare - spiega però Fabbri - finora abbiamo fatto un ottimo lavoro, si tratta di uno dei primi esempi di ripristino di archeologia industriale, mentre quei locali erano stati ridotti a stalle. Adesso il museo è chiuso a data da destinarsi, un gran peccato». Dall8 aprile il Sulphur è chiuso per «verifica dei requisiti della normativa antincendio», ma secondo Rossi, che è membro anche del consiglio del parco dei Templi di Agrigento, non bisogna dimenticare questo piccolo angolo di cultura geologica. «Si tratta di un luogo particolare e bellissimo, che potrebbe attirare visitatori da tutto il mondo - spiega il vulcanologo - nel museo sono conservati strumenti geodetici antichissimi, del '500 e del '660, che sono stati anche prestati allUniversità di Bologna per alcune mostre. Basti pensare che luso dello zolfo risale agli etruschi e lattività estrattiva ai romani. È una parte importante dellevoluzione delluomo, anche nellOdissea cè la descrizione dellusanza di bruciare lo zolfo. La miniera di Perticara è stata la più produttiva del Mediterraneo e quando ha chiuso, nel 1964, era un vero polo industriale con 2.300 lavoratori. Lattività estrattiva dello zolfo era attività fondamentale in anni di grandi difficoltà economiche. Oggi nei cunicoli delle antiche miniere si fa stagionare il formaggio di fossa». Adesso lescursione di 50 professori di scienze che il 9 maggio si preparavano a visitare il "Sulphur" per approfondire la geologia della Valmarecchia sarà rimandata, e con essa tante visite di piccoli "esploratori", pronti a visitare la sala delle rocce, le officine, la riproduzione dei cantieri. «La Regione dovrebbe intervenire con gli assessorati alla cultura e allambiente - chiosa Rossi - perché si tratta di un vero patrimonio e un omaggio al lavoro e alla vita di tanti minatori».