Solo in dicembre sarà tutto a norma. Larchitetto Tamino: questo non è più il mio progetto Due nuove sale dattesa, ma sono lontane dai binari Il cartello indica linizio lavori, 8 agosto 2005, e la conclusione fissata per l8 marzo 2009 Per ora sono solo 40 su 120 ma dovrebbero crescere a un centinaio entro la fine dellanno In mezzo ai teloni ormai lacerati che coprono le parti ancora chiuse domina la sporcizia Il piano prevede anche un posteggio interrato da mille posti che non è stato nemmeno iniziato «Data inizio lavori: 08-08-2005. Data di ultimazione dei lavori 08-03-2009», dice oggi il cartello azzurro appeso davanti al cantiere principale. Scadenze fissate e poi riaggiornate, anche più duna volta. Perché in realtà era a giugno 2008 che, dopo tre anni di attività, avrebbe dovuto concludersi loperazione rinnovamento. Giusto in tempo, almeno nei piani, per linaugurazione in pompa magna, che si fece a metà dicembre di quellanno, della nuova stazione spacchettata in fretta e furia per celebrare davanti alle autorità lavvio dellAlta velocità. La nuova stazione, però, non ha tenuto il ritmo della Tav. E oggi, a quasi un anno e mezzo da quel taglio di nastro, la Centrale resta ancora la grande incompiuta. Con degrado e sporcizia che dilagano. Si parte dalla sala dattesa. Oggi esiste soltanto quella vip, riservata ai soci Cartafreccia oro e platino, vista comoda fronte binari. Per tutti gli altri, la maggioranza di chi viaggia, sedili sparsi qua e là, 250 oggi sui 420 che ci saranno alla fine dei lavori, dice Grandi Stazioni, lazienda delle Fs che segue i lavori di restyling. Se va bene si trova un posto a qualche decina di metri dai binari, ma se va male tocca scendere al piano inferiore e occorrerà poi, per tornare a prendere il treno, farsi la vasca con valigia al traino. Una vera sala dattesa popolare non si farà: troppo alto il rischio, dice sempre Grandi Stazioni, che diventi dormitorio e luogo di bivacco. Poi la gente ha protestato, i sindacati hanno organizzato un presidio per denunciare la «grave mancanza». Molte le lettere infuriate ai giornali. «Un vero disastro per i numerosi portatori di handicap - denuncia Anna Aliprandi, in piedi tutto il tempo mentre attendeva il treno con alcuni pellegrini diretti a Lourdes - tanti milioni spesi per ammodernare e hanno omesso il servizio principale». E allora, per ovviare alle scene frequenti di viaggiatori che trascinano i bagagli in giro per la stazione a caccia di un posto a sedere o bivaccano in terra anche in un martedì qualunque senza folle per ritardi o nubi impreviste, si sono ricavate due stanze per farci due mini salette. La prima, una cinquantina di sedili con braccioli rigidi (anti-bivacco) dal lato di piazza Luigi di Savoia con entrata dalla Galleria delle Carrozze, aprirà a giugno, avrà un punto ristoro e sarà la vicina di casa dello store Benetton ancora in allestimento. A ruota ne arriverà una speculare dallaltro lato verso piazza IV Novembre, stessa posizione ma apertura non prima di settembre. Solo palliativi, per i sindacati, per cui «Grandi Stazioni fa carne di porco degli spazi a disposizione dei viaggiatori» attacca Nino Cortorillo, segretario lombardo della Filt-Cgil. Sempre a causa dei ritardi nei lavori (fisiologici, secondo lazienda: il cantiere ha dovuto vedersela con 320mila viaggiatori quotidiani e con la sovrintendenza) per raggiungere la farmacia oggi tocca salire una ulteriore rampa di scale. Tanto che gli stessi farmacisti hanno dovuto dotarsi di facchino, a proprie spese, per aiutare i viaggiatori a portarsi dietro le valigie nella scalata al banco. «Una postazione provvisoria - spiega chi ci lavora - entro lanno dovremmo traslocare a piano terra in uno spazio ancora in allestimento». Per completare il quadro manca, ancora oggi, una segnaletica permanente e chiara: per il parcheggio interrato di mille posti previsto dal progetto e di competenza comunale se ne riparlerà dopo le elezioni in Comune dellanno prossimo. E pure sul fronte commerciale è un pullulare di "opening soon": solo 40 dei 120 negozi presenti sono aperti, gli altri devono ancora essere consegnati (si parla di luglio) a chi lha affittato. Entro lanno dovrebbero salire a un centinaio: tra cui il megastore della Feltrinelli, il più grande dItalia. Negozi a parte, la stazione è oggi «un po come una macchina senza motore, e così non può funzionare», per dirla con le parole di Marco Tamino, responsabile della progettazione architettonica, oggi però critico specie sullarretratezza dei lavori. «È una grande incompiuta. Anzitutto laccessibilità: era pensata non solo dalla Galleria delle Carrozze ma anche dai due ingressi laterali che oggi sono sottoutilizzati perché ancora cantierati. In più la segnaletica è provvisoria e pure ambigua. Così comè è unopera amputata».