Scioperi confermati, per Wagner pubblico nei palchi prima del debutto Ieri corteo canoro, oggi Barenboim parlerà sul blocco dellOro del Reno e sul decreto La prima dellOro del Reno, giovedì 13, salterà, e questo già si sapeva, ma in compenso le prove dellopera di Wagner saranno aperte. La proposta dei sindacati è stata approvata dai lavoratori ieri sera in assemblea nel teatro dopo un corteo per il centro. «Lissner è daccordo - hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials - ma chiederà a cantanti e musicisti che ne pensano. Di certo è disponibile il maestro Daniel Barenboim», che oggi dirà la sua sullintera vertenza delle fondazioni liriche e della Scala. Unica condizione del sovrintendente: usare solo i palchi, lasciando libera la platea per esigenze tecniche. Si è chiuso così un dibattito lungo (un paio dore), ma senza momenti tumultuosi. Nessuno, per esempio, ha proposto di occupare la Scala e fare unassemblea permanente, come invece si annusava nellaria in giornata. Probabile che abbiano prevalso considerazioni economiche e sindacali («la protesta durerà due mesi almeno, il tempo a disposizione del Parlamento per votare il decreto, se usiamo subito questarma, cosaltro potremo fare dopo?»). Nel pomeriggio addirittura latmosfera era quasi festosa - non fosse stato per la fortissima pioggia - durante il corteo che ha portato un paio di centinaia tra maschere, musicisti, cantanti e tecnici dalla Scala a piazza Duomo e ritorno. Un enorme striscione "no al decreto infame" (uno era anche sulla torre ellittica di Botta), dietro cui marciavano i lavoratori in divisa. Alcuni portavano a spalle una bara con la scritta "cultura", un paio di gigli e una foto del ministro Bondi, mentre cori stile stadio come "la cultura fa paura" e "lotta dura per la cultura" si alternavano a insulti verso lo stesso Bondi e Berlusconi. Ma presto tutto si è trasformato quasi in un concerto ambulante, per lo stupore dei turisti (immancabili i giapponesi, scatenati con macchine fotografiche e telefonini): una tromba rossa si bemolle che suonava Il silenzio, e poi cori con linno di Mameli e arie come Va pensiero, Libiam ne lieti calici, fumogeni rossi e un paio di petardoni. Chi marciava con in mano le scarpe da danzatori, chi col violoncello a tracolla, chi con lelmetto da operaio, chi con maschere bianche e cartelli tipo "Come pago laffitto?".