La giunta regionale approva il decreto che vieta le costruzioni fino a due chilometri dal mare da Roma Villetta vista mare addio. In Sardegna di nuovi edifici costruiti in prossimità delle coste non se ne vedranno più e chi aveva messo in conto di realizzare il sogno edilizio-vacanziero di una casetta stretta tra la macchia mediterranea e il blu a perdita d'occhio, sarà obbligato a rivolgersi al mercato dell'usato. Limitato e quindi più costoso. Oppure dovrà ridimensionare l'obiettivo accontentandosi di una sistemazione nell'interno. La decisione era attesa da tempo. Il nuovo presidente della regione Renato Soru ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia della campagna elettorale e ieri, un po' a sorpresa e tra mille polemiche, la giunta ha approvato il decreto che vieta provvisoriamente la costruzione di edifici fino a due chilometri dalla battigia. Il provvedimento è intitolato «Norme urgenti e provvisorie di salvaguardia per la pianificazione paesaggistica e per tutela del patrimonio regionale» ed è stato approvato dopo una riunione fiume della giunta durata quasi dodici ore. È un decreto regionale e resterà in vigore per tre mesi, con la possibilità d un'ulteriore proroga di altri tre mesi, dopodiché spetterà al Consiglio varare un disegno legge che stabilisca regole, certe e definitive. Da oggi e'fino a novèmbre varranno quelle decise ieri dall'esecutivo regionale che prevedono una tutela assoluta nel raggio di duemila metri dal mare, con l'eccezione dei comuni che hanno già adottato un piano urbanistico e delle zone A e B che si trovano a ridosso del mare. Il tutto facendo salvi i diritti di chi ha la fortuna di avere già una casa a strapiombo sul Mediterraneo o ha avuto l'accortezza di avviare un cantiere con regolare concessione edilizia prima dell'entrata in vigore della legge. La giunta Soru ha spiegato il ricorso al provvedimento d'urgenza con il timore di una corsa alla cementifi-cazione. Da quando diverse sentenze della giustizia amministrativa hanno bocciato i piani paesistici territoriali si è effettivamente creata una situazione di vuoto normativo che secondo le associazioni ambientaliste - Wwf in testa - si è immediatamente trasformata in un'emergenza coste. In realtà, anche in assenza dei piani, un divieto c'era e si limitava a 300 metri dalla battigia. Pochi a giudizio degli ecologisti e anche secondo il patron di Tiscali approdato alla politica, che ha deciso di congelare tutto ricorrendo al decreto. La decisione della giunta di centrosinistra è stata aspramente criticata dalle opposizioni e anche dai rappresentanti degli enti locali. Mauro Pili, ex presidente della Regione e leader dell'opposizione di centrodestra, ha commentato: «È l'ennesimo atto di chi vuole bloccare la Sardegna e i sardi. Chi non ha idee e chi non ha progetti può fare solo questo; bloccare tutti, comuni, imprenditori, artigiani. Saranno bloccati tutti i progetti di programmazione negoziata, piani integrati d'area, insediamenti importanti che rientrano nelle zone urbane C». Per l'esponente di Forza Italia «è un danno economico su due fronti: la fuga degli imprenditori sardi e non solo, oltre al blocco degli investimenti nel turismo e nella riqualificazione». «Soru infligge un colpo mortale allo sviluppo turistico e imprenditoriale dell'Isola», ha protestato Sergio Milia, altro esponente sardo di Forza Italia nonché ex assessore all'urbanistica. Contrari anche i sinda-ci dei comuni, preoccupati per il colpo al turismo delle seconde case e dei villaggi. Appena uscite le prime indiscrezioni sul decreto il primo cittadino di Villanova Monteleone ha preso carta e penna per scrivere un appello rivolto a Soru nel quale si chiede la sospensione del decreto e il coinvolgimento di comuni e province in ogni decisione futura. Anche in questo caso il timore è che gli imprenditori si spaventino per i vincoli troppo stringenti e abbandonino l'isola, accentuando la crisi del settore che quest'anno si è fatta sentire in modo pesante.
Soru blocca l'edilizia sulle coste sarde
La giunta regionale sarda ha approvato un decreto che vieta le costruzioni fino a due chilometri dal mare. Il provvedimento è stato approvato dopo una riunione durata quasi dodici ore e resterà in vigore per tre mesi. La decisione è stata criticata dalle opposizioni e dagli enti locali, che temono che gli imprenditori si spaventino e abbandonino l'isola. Il decreto prevede una tutela assoluta nel raggio di duemila metri dal mare, con l'eccezione dei comuni che hanno già adottato un piano urbanistico e delle zone A e B che si trovano a ridosso del mare. La giunta ha spiegato il ricorso al provvedimento con il timore di una corsa alla cementificazione.
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