Rossi scrive a Berlusconi " Scajola non ci mancherà " Tutto fermo fino al 14, Giambrone tenta lultima carta Voto bulgaro e sindacati uniti. Si terrà il concerto di Wainwraight solo perché è un ospite SCIOPERO. Se non a oltranza, quasi. Il Maggio musicale brucia. La protesta dei lavoratori contro il decreto Bondi sale. Sciopero stasera per la replica di "Die Frau ohne Schatten". E sciopero fino a lunedì 10. Salta anche lultima possibilità, per chi non sia stato alla prima, di vedere lopera di Strauss la cui esecuzione venerdì scorso è stata accolta come un capolavoro. Ma salta anche lo spettacolo, domani e venerdì al Goldoni, della ballerina indiana Alarmél Valli, preferita da Zubin Mehta. E salta anche il concerto del maestro con la prestigiosa e antichissima Sachsische Staatskapelle di Dresda, lunedì prossimo. E non illudersi. La quiete sarà solo una sosta per permettere il 13 maggio, il concerto di Rufus Wainwraight, ma solo perché è un ospite. Poi, il colpo finale: sciopero di nuovo il 14 per la prima del "Ratto dal serraglio". Neanche Mozart ce la fa a placare gli animi. La decisone è stata presa ieri mattina dai lavoratori del teatro in unassemblea che così partecipata e unanime non si era mai vista. Doveva terminare a mezzogiorno, si è votato quasi alle 13, 30: se protesta deve essere allora che lo sia davvero, si è detto. Il decreto, con la precarizzazione di artisti ma anche di tecnici che imparano per esperienza e non per scuola, ucciderà la musica in Italia. O ci opponiamo ora o mai più. Come hanno ribadito, a assemblea finita, sia Angelo Betti della Cisl che Massimo Vagaggini della Cgil. Tutti uniti, Cgil, Cisl, Uil e Fials, il sindacato autonomo forte tra gli orchestrali. Un plebiscito, hanno votato in 400 con solo 2 no e 6 astenuti. Non hanno perso un minuto professori dorchestra, tecnici, coristi, ballerini. Tutti su a occupare, «pacificamente» sottolineano, lintero piano degli uffici della sovrintendenza e a srotolare gli striscioni su via Garibaldi e via Solferino: «Nastasi Salvo, teatri moribondi» e «Ab Bondi la cultura». Tutti lì a discutere come rifondere il pubblico. Magari le prove generali aperte, magari "Die Frau" - ma questo sarà più difficile - in versione fuori orario e senza biglietti. «Abbiamo parlato con il maestro Mehta - dicono i sindacalisti - E dispiaciuto, ma ci capisce. Anche lui vuol fare qualcosa per la città». Pare che anche la straordinaria compagnia di canto di "Die Frau" sarebbe disponibile. Sono cantanti stranieri, sono attoniti, non capiscono perché «proprio in Italia», hanno lavorato 40 giorni sulle spese, si pagano solo le recite. «A tutti noi - dicono i lavoratori del Maggio - dispiace mandare in carta straccia tanto lavoro fatto con passione. Ma la posta è troppo alta». Daltra parte lintero mondo della lirica italiana è in fiamme, dalla Scala dove ieri sera è saltato il "Simon Boccanegra" di Placido, ai teatri grandi e piccoli. Scioperano tutti contro il decreto di riforma delle Fondazioni liriche del governo. Che detto decreto venga ritirato è la condizione che lassemblea di ieri ha posto per ritirare la protesta. «Di riforma delle Fondazioni dovremo occuparci, ma dentro al testo unificato di riforma di tutto il settore dello spettacolo», dice Paolo Aglietti, Cgil. Oggi i sindacati incontrano il sovrintendente Giambrone che li ha convocati nellultimo tentativo di evitare un colpo così duro per il teatro. Domani ci sarà lincontro dei lavoratori delle Fondazioni liriche italiane con il ministro Bondi. L11 maggio, il consiglio comunale aperto in teatro. Il 12, lincontro dei lavoratori con il presidente toscano Rossi, il 17 la manifestazione nazionale a Roma. Ma sembra difficile che lo sciopero rientri. Gli spettatori possono farsi rimborsare il biglietto: al Comunale (10-16,30, sabato 10-13), via mail (ticketsmaggiofiorentino.com) o telefonando allo 0552779 299303305.
FIRENZE - Maggio, rivolta contro il decreto raffica di scioperi, saltano le prime
Il teatro di Firenze si è sciolto per sciopero fino al 14 maggio. I lavoratori hanno votato con unanimità per protestare contro il decreto di riforma delle Fondazioni liriche del governo, che prevede la precarizzazione di artisti e tecnici. Il sindacato ha chiesto il ritiro del decreto e ha promesso di tornare al lavoro se non viene ritirato. Il maestro Zubin Mehta ha espresso il suo dispiacere per la situazione e ha offerto la sua compagnia di canto per la replica di "Die Frau senza Schatten". Il sindacato ha anche chiesto un incontro con il sovrintendente Giambrone per evitare un colpo durissimo per il teatro.
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