Realmonte.Errare è umano, perseverare diabolico. L'anno scorso si raccontò dell'immane degrado in cui versava il sito archeologico della Villa Romana di Realmonte. Erbacce ad altezza d'uomo e un generale contesto di abbandono e indifferenza per tale bene la facevano da padroni. Dalla Soprintendenza ai Beni culturali dapprima si affrettarono a smentire perfino le fotografie pubblicate a corredo di quel reportage, poi nel sito vennero spediti in fretta e furia alcuni operai per eliminare quello scempio. Chi in quei giorni d'inizio estate del 2009 pensava che questo oltraggio ai beni archeologici di questa terra non si sarebbe mai più ripetuto, oggi rischia di rimanerci male. A distanza di dodici mesi da quella scoperta, la Villa Romana oggi è nelle medesime - se non peggiori - condizioni di degrado, come testimoniano le foto che pubblichiamo. Sempre e ancora le erbacce ad altezza d'uomo, sempre e ancora uno scenario desolante. Pare che chi di dovere non abbia potuto bandire la gara per la pulizia del luogo. I custodi che lavorano in condizioni di sicurezza men che minime - con un ufficio pieno di crepe - fanno quel che possono, ovvero testimoniano da mesi la crescita inesorabile dell'erba e raccolgono i commenti sgomenti dei turisti di tutto il mondo. Quegli stessi turisti che entrando nel sito credono di ritrovarsi in una piantagione di sterpaglie e non in un sito archeologico di grande pregio. Posta a una trentina di metri da Punta Grande, a circa 3 chilometri da Realmonte, venne alla luce nel 1907, nel corso dei lavori di realizzazione della ferrovia a scartamento ridotto Porto Empedocle-Siculiana, quando furono rinvenuti resti di pavimenti e mura antiche appartenenti a una villa che gli esperti fecero risalire al primo secolo dopo Cristo. Per conservarla venne anche deviato il tracciato della costruenda ferrovia. Gli scavi successivi fecero emergere pavimenti a mosaico con disegni geometrici composti da tasselli bianchi, neri e colorati, frammenti di sculture in marmo, pezzi di colonne e un sotterraneo. In provincia di Agrigento dunque non c'è solo la Valle dei Templi o gli scavi di Eraclea Minoa da visitare, ma anche questo angolo di storia affacciato sul mare e oggi immerso nelle erbacce. Si potrebbero muovere anche appunti sullo stato di conservazione dei mosaici, non certo dai colori brillanti e «rinfrescati» l'ultima volta chissà quando, ma questo è un altro aspetto di questa discutibile vicenda tutta agrigentina. Oggi, come accaduto l'anno scorso, potrebbe arrivare una nuova smentita (anche alle foto scattate ieri) da parte della Soprintendenza ai Beni culturali. Con la speranza però che magari alla smentita, faccia seguito come l'anno scorso anche la bonifica di questo sito. Francesco Di Mare
REALMONTE - Villa Romana l'archeosito versa in totale abbandono
La Villa Romana di Realmonte, un sito archeologico in Sicilia, è ancora in cattive condizioni di degrado. Le erbacce ad altezza d'uomo coprono i resti antichi e i turisti sono spesso delusi dallo stato del sito. La Soprintendenza ai Beni culturali ha già smentito le fotografie pubblicate l'anno scorso, ma le condizioni del sito non hanno migliorato. I custodi del sito lavorano in condizioni di sicurezza precarie e raccolgono commenti sgomenti dai turisti. La villa è stata scoperta nel 1907 e gli scavi successivi hanno rivelato pavimenti a mosaico, sculture in marmo e colonne. Oggi, il sito è immerso nelle erbacce e la sua conservazione è una preoccupazione.
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