I conti in rosso parlano chiaro: occorre arrestare la deriva intrapresa «Il problema contingente non sono gli scioperi, i tagli dolorosi del decreto appena firmato dal presidente Napolitano, le assunzioni che non ci saranno. Il problema è che i teatri chiuderanno. Almeno, se la deriva intrapresa non sarà arrestata». La visione di Marco Tutino, presidente dell'Anfols (l'associazione che raggruppa gli enti lirici) e sovrintendente del Comunale di Bologna, non abbonda di ottimismo. Il problema è confrontarsi «con la realtà». Torna, Tutino, a insistere spesso nel corso della conversazione, su questo concetto: «realtà». «Il taglio del Fus sulla cultura, questo è il dato di fatto. Solo per citare le fondazioni liriche: nel 2010 194 milioni di euro in meno, nel 2011 144 milioni, così come nel 2012. È la realtà: visti i bilanci degli enti lirici, con questi numeri molti teatri chiuderanno». Un allarme preventivo... «Guardi che non esagero. I conti in rosso parlano chiaro. Resisteranno, certo, le realtà più forti e consolidate, quelle che comunque devono essere salvate tipo la Scala, ma per i più "deboli"...». Tutta colpa... «Le responsabilità? Di tutti, certo. Ma oggi un amministratore quantomeno equilibrato deve capire che o i conti cominciano a tornare o si rischia di chiudere». I sindacati dicono che lei è, cito testuale, il grande regista dietro al decreto. «Troppa grazia. Io sono un compositore non ho mai fatto il regista». Questo decreto... «Doloroso, come lo sono tutti i decreti». I sindacati dicono che il decreto uccide la cultura... «Ma cosa si intende per cultura? Cultura significa anche adeguarsi ai tempi che corrono». Che sono... «In Italia, ci sono aziende che chiudono spedendo sulla strada decine o centinaia di lavoratori... I lavoratori della lirica devono capire che è necessario adeguarsi al cambiamento dei tempi: forse è necessario accettare qualche sacrificio oggi per poter sperare di vedere i tempi migliori». L'arma messa in campo è quella dello sciopero con il blocco delle "prime". «Il risultato è che penalizza il pubblico, oltre ad arrecare danni economici ad aziende già in crisi. Così come sono obsoleti i toni dello scontro: alzare la voce non serve a nessuno. Bisogna ragionare tutti insieme, senza steccati ideologici». Spesso pecchiamo di esterofilia, ma forse non ci sbagliamo... «L'Opera di Monaco di Baviera, che certamente non è colossale, vanta 177 recite l'anno, la Fenice di Venezia 61. Il Metropolitan di New York 225, il Maggio Musicale di Firenze 42...». Come uscire dal tunnel? «Non ho la bacchetta magica... aumentare la produttività e contenere i costi, come stiamo facendo in Emilia: coproduzioni regionali, divisione delle spese, circuitazione delle opere».
BOLOGNA - Il taglio del Fus sulla cultura farà chiudere molti teatri
Il presidente dell'Anfols, Marco Tutino, esprime preoccupazione per la situazione economica dei teatri lirici in Italia. I conti in rosso parlano chiaro e molti teatri rischiano di chiudere. Tutino insiste sulla necessità di affrontare la realtà e di trovare soluzioni per contenere i costi e aumentare la produttività. I sindacati criticano il decreto del presidente Napolitano, che considerano doloroso e che uccide la cultura. Tuttavia, Tutino sostiene che la cultura significa anche adeguarsi ai tempi e che è necessario accettare alcuni sacrifici per poter sperare di vedere i tempi migliori.
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