Audizione Lazzaro alla commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale (regioni.it) "Il valore dei beni trasferibili" con il federalismo demaniale, circa 17.400 tra fabbricati e terreni, che valgono 3,2 miliardi, risulta "relativamente limitato". Sul federalismo demaniale la Corte dei Conti ha presentato in Parlamento le sue valutazioni. Le ha svolte il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, nel corso dell'Audizione alla commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale. Si parla dello schema di decreto legislativo relativo al federalismo demaniale. "L'esame della ripartizione regione per regione dei beni da conferire consente di mettere in luce due elementi: da un lato la variabilita' per area e regione nella composizione dei beni, e, dall'altro, la forte sperequazione nel valore e nel numero dei beni trasferibili". E Lazzaro inoltre avverte sulla possibilità di rendere "poco produttiva una distribuzione molto frazionata dei beni, in cui prevalga il solo criterio territoriale". "Pur nella consapevolezza che si tratta di un quadro ancora in movimento - afferma Lazzaro - prime valutazioni sono possibili a partire dai dati relativi al patrimonio disponibile dello Stato nel 2008. Tra fabbricati e terreni si tratta di circa 17.400 beni, per un valore di 3,2 miliardi. Di questi, 1,9 miliardi circa sono rappresentati da fabbricati e 1,3 miliardi da terreni. Nel complesso, quindi, il valore dei beni trasferibili risulta relativamente limitato". "Tale valutazione si rafforza afferma sempre Lazzaro - se si guarda a queste nuove attribuzioni in rapporto a quello che e' oggi il patrimonio (in fabbricati e terreni) delle amministrazioni locali (province e comuni). I beni trasferibili rappresentano circa il 3 della consistenza del patrimonio locale al 31 dicembre 2008. Maggiore e' il rilievo dei nuovi apporti ove si guardi al solo patrimonio immobiliare disponibile (sempre in termini di fabbricati e terreni) che, come nel caso dello Stato, rappresenta solo circa il 20 del totale: i beni attribuibili comporterebbero un incremento del 16,2 dei valori patrimoniali disponibili degli enti locali". Lazzaro così sottolinea come "rilevato recentemente dall'Agenzia del Demanio, dei beni disponibili solo 31,5 e' al momento libero. Il 34 e' in uso o interessa specifici enti locali, il 5 e' attribuito a privati, mentre il 29 e' gia' oggetto di accordi con gli enti locali". Inoltre "l'esame della ripartizione per regione dei beni da trasferire sostiene Lazzaro - mette in luce "la variabilita' per area e regione nella composizione dei beni e la forte sperequazione nel valore e nel numero dei beni trasferibili". Nelle regioni del Mezzogiorno (con l'eccezione del Molise), "il valore dei terreni e' prevalente su quello dei fabbricati. Opposto il risultato nell'area settentrionale, mentre al Centro circa l'80 degli importi e' riconducibile a fabbricati, soprattutto per la particolare rilevanza delle somme ad essi relative nel Lazio". Nel Lazio e nel Veneto e' localizzato rispettivamente il 27 e l'11 del valore trasferibile, contro un peso delle regioni in termini di popolazione residente del 9,4 e del 8,1. All'opposto, in Lombardia e in Puglia andrebbe rispettivamente il 9,8 e il 3,5 dei beni trasferibili, a fronte di unpeso in termini di popolazione di oltre il 16 e del 6,8. "Si tratta - fa notare Lazzaro - di un indicatore, seppur grossolano, di quello che potra' essere il problema cui si troveranno di fronte lo Stato e le Amministrazioni territoriali in sede di riparto. Ma non solo. In molte regioni e' lo stesso limitato numero dei cespiti in rapporto alle amministrazioni locali presenti che segnala la frequenza con cui si potrebbe dover ricorrere ad una attribuzione in quote indivise. Opzione che puo' comportare particolari difficolta' gestionali". La Corte suggerisce anche per questo la "necessita' nella valutazione a prezzi di mercato dei beni e della rilevazione dei costi di manutenzione dovrebbe sovraintendere a tutto il processo di federalismo demaniale per una ricostruzione complessiva del rilievo finanziario dei trasferimenti anche in considerazione della non omogenea distribuzione dei beni sul territorio nazionale". Per Lazzaro, se il federalismo demaniale puo' fare da "volano" per la riqualificazione del territorio, non va sottovalutato il fatto che "la dimensione ridotta dei 'valori finanziari' e la forte disomogeneita' nella ripartizione territoriale rischiano di rendere una distribuzione molto frazionata dei beni, in cui prevalga il solo criterio territoriale, poco produttiva". "La finalita' della valorizzazione del patrimonio - osserva Lazzaro - rimane un elemento centrale per la valutazione complessiva dello schema di decreto legislativo". Ma il perseguimento di questo obiettivo "non e' agevolato" dall'aver scelto di attribuire "il medesimo bene anche in quote indivise agli enti che ne facciano richiesta". Una scelta che, "suscita perplessita' sotto il profilo delle possibili difficolta' di raggiungere la necessaria intesa riguardo proprio ai piani di valorizzazione dei beni che interessano diversi livelli di governo". Il tema della valorizzazione e', inoltre, "strettamente connesso" alla facolta' riconosciuta agli enti di prevedere "piani di dismissione del patrimonio immobiliare. I beni attribuiti a seguito del federalismo demaniale, infatti, entrano a far parte del patrimonio disponibile degli enti, ad eccezione di quelli appartenenti al demanio marittimo, idrico e aeroportuale, nei cui confronti rimane in vigore la disciplina prevista dal codice civile con i connessi vincoli giuridici". La stessa definizione "del criterio della capacita' finanziaria appare troppo generica e richiederebbe una indicazione degli elementi e dei parametri sui quali basare la valutazione dell'idoneita' dell'ente a gestire, tutelare e valorizzare i beni". "Con riferimento ai criteri stabiliti dallo schema di decreto, si osserva una loro eccessiva genericita' che potrebbe rendere non agevole l'attribuzione dei beni e determinare il sorgere di contenziosi tra enti interessati al trasferimento". "Cio' anche - ha ribadito Lazzaro- per l'assenza nel corpo del provvedimento della previsione di una sede di composizione di eventuali dissidi tra aspiranti (appartenenti allo stesso livello di governo) alla attribuzione dei beni". Infine Lazzaro indica un criterio sulla valorizzazione, quello "della capacita' finanziaria, per evitare l'attribuzione di beni ad enti che non abbiano le risorse sufficienti per garantirne una corretta gestione e tutela e che potrebbero utilizzare i proventi derivanti dai processi di dismissione per coprire il mancato raggiungimento dei loro obiettivi di finanza pubblica piuttosto che assicurare la valorizzazione del proprio patrimonio".
Corte dei Conti su federalismo demaniale
Riassunto in 200 parole:
Il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, ha presentato le sue valutazioni sul federalismo demaniale durante un'audizione alla commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale. Lazzaro ha sottolineato che il valore dei beni trasferibili, circa 17.400 tra fabbricati e terreni, che valgono 3,2 miliardi, è "relativamente limitato". Ha anche evidenziato la forte sperequazione nel valore e nel numero dei beni trasferibili tra le regioni, con il Mezzogiorno e il Centro che hanno un maggior numero di beni, ma con un valore più basso, mentre il Nord e il Lazio hanno un minor numero di beni, ma con un valore più alto.
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