Si chiede anche la sospensionedelle procedure esecutive Esposto in Procura sul "caso pretura". Lo hanno presentato ieri mattina a Messina il sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua, il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri, e l'assessore al Contenzioso, Fabio D'Urso. Con questo atto, la cui formalizzazione era stata di fatto preannunciata già nei giorni scorsi, l'Amministrazione chiede ufficialmente all'autorità giudiziaria «opportune indagini per verificare se si configurino ipotesi di reato» nella vicenda che è culminata con la messa all'asta poi andata deserta, il 15 aprile scorso dell'ex pretura di Corso Umberto. Già nei giorni scorsi la delegazione del Comune si era spontaneamente recata a Messina per incontrare il Procuratore generale, dott. Franco Cassata, in merito al "caso pretura". All'esposto il Comune ha allegato anche la recente nota con la quale la Soprintendenza ha avviato l'iter per mettere un vincolo sulla pretura, ritenuto «bene di interesse architettonico - culturale». «Vogliamo capire spiega Passalacqua se in questa complessa vicenda vi siano state anomalie o comunque circostanze che necessitano di approfondimenti o provvedimenti da parte della magistratura». «Il 23 settembre del 2006 un immobile di proprietà del Comune di Taormina si legge nell'esposto ubicato nel centralissimo Corso Umberto n. 61, al piano primo, composto di quattro vani, un salone doppio, due locali utilizzati come archivio, due depositi, un ripostiglio e due bagni veniva assoggettato a pignoramento. L'immobile, a suo tempo sede della ex Pretura, è in atto non occupato a causa delle sue condizioni di degrado. Il Comune di Taormina intende preservarlo come parte integrante della memoria storica della città e del futuro della medesima; così come stabilito dal consiglio comunale, con delibera n. 3 del 22.1.2008, è stato destinato a sede della nascitura "Fondazione TaoArte». Il pignoramento originava da un decreto ingiuntivo notificato ad istanza della Curatela del fallimento di un'impresa per il preteso mancato pagamento di alcune somme derivanti da conteggi revisionali, debitamente opposto dal Comune di Taormina ma dichiarato provvisoriamente esecutivo dal Giudice unico presso il Tribunale di Taormina. Veniva, quindi, avviata la relativa procedura esecutiva immobiliare in danno del Comune, oggi iscritta al n. 20605 presso il Tribunale di Messina». Il Comune evidenzia che «si trattava di cespite destinato un tempo ad uffici, come, del resto confermato dal dato catastale», mentre l'immobile è finito all'asta con tipologia d'uso abitativa. «All'immobile più volte menzionato prosegue l'esposto è stato attribuito dal Tribunale il valore complessivo di euro 1.850.000,00 che, detratto il previsto adeguamento del 15, si determinava definitivamente in quello di euro 1.515.062,40, valore peraltro assolutamente difforme dall'altro accertato poco tempo prima dagli Uffici del Comune che ne avevano fissato il prezzo in euro 3.090.000,00. Inopinatamente, si accertava quindi che all'immobile in oggetto era stata attribuita, contrariamente al vero, destinazione abitativa. Ciò avrebbe potuto alterare il regolare svolgimento della procedura esecutiva, prospettando la possibilità di acquistare un immobile con caratteristiche abitative in centro storico di Taormina a un prezzo molto appetibile. Inoltre, ci sono determinazioni assunte dal Comune, volte al perseguimento dell'interesse pubblico e, quindi, a garantire la intangibilità dell'immobile pignorato, sostanziatesi nella deliberazione di consiglio comunale n. 82 del 11112009 con la quale, tra l'altro, sono state reperite e stanziate le somme (euro 1.207.923,09) necessarie a soddisfare integralmente il credito vantato dal Fallimento dell'impresa in oggetto. Tuttavia, nonostante gli sforzi profusi dall'Amministrazione, concretizzatesi anche in una proposta transattiva, non si è riusciti ad impedire che la vendita dell'immobile proseguisse. Pertanto, si valutino eventuali ipotesi di reato e si blocchi la procedura esecutiva».