Il primo ballerino del Piermarini: "Noi siamo speciali, ma si aiutino anche i minori" Létoile Murru "Con questi tagli arte in pericolo" Cè disinformazione interessata, pochi sanno che un danzatore appena assunto non prende più di 1400 euro al mese Se il sovrintendente del più prestigioso ente lirico lo critica, di certo cè qualcosa che non va «È giusto che alla Scala vengano riconosciute leccellenza e il prestigio internazionale, ma la mia paura è che gli altri teatri muoiano». Esprime preoccupazione per il decreto sulle fondazioni lirico-sinfoniche il ballerino Massimo Murru, assieme a Roberto Bolle étoile del teatro milanese, voce libera e spesso fuori dal coro. Dunque lei boccia il provvedimento. «Non sono lunico a pensarla così, ci sono state proteste dovunque, da Trieste a Roma, e ora anche la Scala si è attivata». La Scala, però, è listituzione messa meglio, perché il decreto contempla la possibilità che si doti di regole proprie. «Se partiamo dal presupposto che la Scala ha unaltissima produttività, rappresenta lItalia allestero, ha un grosso apporto di risorse private, è giusto che la sua diversità venga riconosciuta. Ma io penso al sistema complessivo». E lo vede in pericolo? «Non vorrei che, con questo decreto, chi ha i mezzi si salva, chi non li ha muore. Invece bisognerebbe partire da un altro principio: il teatro, la nostra cultura, sono un tesoro di questo paese. E vanno salvaguardati, anche in una situazione di crisi economica come quella che stiamo vivendo». Però il settore era al collasso. Perché, secondo lei? «Si è arrivati a questo punto perché cè chi ne ha approfittato per sperperare denaro. Ma questo non vale solo per il teatro, che è specchio della società. Questo provvedimento, invece di risolvere i problemi, ne crea molti altri». Che cosa intende? «Che si è pensato soltanto allaspetto economico. Si vuole che le fondazioni liriche vengano gestite come aziende, con criteri manageriali. E va bene. Ma non bisognerebbe dimenticare che qui si fa arte. Non ha senso equiparare gli artisti a chi lavora alla Fiat o nelle industrie: e non perché siamo superiori, ma perché siamo diversi». Che cosa rimprovera al ministro? «Prima di emanare una legge avrebbe dovuto avvicinarsi di più alle esigenze del nostro settore, avrebbe dovuto entrare nei teatri e rendersi conto della nostra specificità. Certo, avrà consultato i sovrintendenti, ma nemmeno loro sono rimasti soddisfatti. Se il sovrintendente del teatro più prestigioso dItalia critica il decreto, significa che cè qualcosa che non quadra». I ballerini però hanno ottenuto di abbassare letà pensionabile a 45 anni. «Vero, e questo non è un capriccio come qualcuno pensa. È unesigenza del nostro lavoro, e una forma di risparmio per le fondazioni. Altrimenti sarebbe come chiedere a Totti di giocare a calcio fino a 50 anni e di fare pure gol. Ma, se non potranno essere fatte nuove assunzioni, per il balletto sarà la fine: come potremo essere allaltezza del nostro nome senza crescere le nuove leve?» Eppure i lavoratori dello spettacolo sono spesso considerati dallopinione pubblica dei privilegiati che guadagnano troppo. «Lo sa quanto prende un ballerino appena assunto? 1400 euro al mese. Le étoiles? Per la qualità del loro lavoro sono paragonabili ai calciatori di serie A: ma gli stipendi non sono neanche lontanamente paragonabili. La verità è che si trasmettono messaggi sbagliati, spesso in malafede, invece di cercare veramente di capire quali sono i nostri problemi».
ENTI LIRICI IN RIVOLTA - MILANO."Un teatro non è solo unazienda"
Il ballerino Massimo Murru, assieme a Roberto Bolle, ha espresso preoccupazione per il decreto sulle fondazioni lirico-sinfoniche, che potrebbe mettere in pericolo il sistema complessivo del teatro. Murru pensa che il decreto contempla la possibilità che le fondazioni liriche si dotino di regole proprie, ma non prevede una soluzione per il settore. Il ballerino sostiene che il teatro è un tesoro del paese e che vanno salvaguardati, anche in una situazione di crisi economica. Murru critica il fatto che il decreto si concentri solo sullaspetto economico e non tenga conto della specificità dellarte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo