Dipendenti in sciopero, già stasera niente Boccanegra Il sovrintendente "Abbiamo sempre il tutto esaurito, ci devono garantire la stessa forza lavoro" I sindacati oggi in corteo: "La cultura non è una merce" lo sciopero alla Scala fa il bis. Allastensione dal lavoro che farà saltare la prima dellOro del Reno di Wagner giovedì 13 si unisce, già da stasera, la protesta che manderà allaria il Simon Boccanegra di Verdi: al suo posto - al termine di un corteo tra la piazza e il Duomo - in sala ci sarà invece unassemblea dei dipendenti del Piermarini che si preannuncia infuocata. Che il clima stesse peggiorando lo si era capito ieri mattina allex Ansaldo, dove i membri del consiglio damministrazione convocati per una riunione straordinaria erano stati accolti da un centinaio di lavoratori con una finta bara con la parola "Cultura", un leggio con la scritta "La morte della cultura" e da uno striscione che diceva no a un «decreto infame». A guidarli, i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e dellautonoma Fials, che poi sono stati ricevuti dal consiglio damministrazione: «Abbiamo ribadito che vogliamo il ritiro del decreto e, a livello locale, il rinnovo del centinaio di contratti a termine in scadenza». A parole i vertici si sono detto daccordo, «ma ora vogliamo i fatti», ha tuonato Giancarlo Albori della Cgil. È vero però che anche le parole hanno un peso, specie quelle del sovrintendente Stéphane Lissner, che al termine della riunione, in cui è stato festeggiato per i suoi primi cinque anni scaligeri, ha sparato a zero contro il decreto: «Consideriamo che non riguardi noi, chiediamo un regolamento ad hoc per lunico teatro in Italia in pareggio da cinque anni, con 35 milioni di liquidità, 500mila spettatori e 319 alzate di sipario in un anno. Io sono un francese, un cartesiano, e fatico a capire come si può decidere un decreto che penalizza un teatro esaurito ogni sera e che non consente di garantire la stessa forza lavorativa per la prossima stagione, come secondo me deve essere». Frasi che provocano la reazione del ministro Bondi: «Sono sorprendenti: nessuno può pensare che io non conosca e non apprezzi il valore e le peculiarità della Scala». Il decreto ostacola anche la rivendicazione locale, vietando nuove assunzioni. «Ma Lissner la promessa di rinnovare gli stagionali lha fatta prima che il decreto venisse emanato», precisa Domenico Dentoni della Uil. Mentre i Cobas del Cub chiedono lazzeramento del consiglio: «Non fa gli interessi del teatro in questo momento di lotta, anzi è co-regista del governo di questa morsa a danno dei lavoratori» Fatto sta che i sindacati già in tarda mattinata avevano annunciato per oggi alle 18 un corteo di tutti i dipendenti in divisa da lavoro sul tragitto Scala-Duomo-Scala. Una protesta cui Sinistra Ecologia e Libertà invita a partecipare tutti «per difendere lidea di teatro pubblico contro unidea puramente mercantile della musica e della cultura», mentre il consigliere provinciale del Pd Roberto Caputo dice che «sarebbe criminale ridurre lattività della Scala: lassessore provinciale alla Cultura, invece di rimanere silente, dovrebbe pronunciarsi su questo provvedimento, difendendo il gioiello milanese». Già si intuiva che potesse anche saltare la replica numero sette del Simon Boccanegra, in programma dalle 20, troppo a ridosso del corteo. In serata la conferma ufficiale: «Prendendo atto del testo del decreto, della volontà dei lavoratori e in conformità con le decisioni nazionali, i lavoratori si asterranno dalla prestazione dello spettacolo e si ritroveranno in assemblea», dice il comunicato dei sindacati, subito consegnato a Lissner. Che, a quanto si sa, non ha apprezzato troppo la perdita di una replica, ma ha capito. Alle 19.30 lassemblea, che potrebbe decidere nuove iniziative. Qualcuno, anche durante la protesta di ieri mattina, ha inneggiato alloccupazione del teatro, ma lipotesi è al momento esclusa.
ENTI LIRICI IN RIVOLTA - MILANO.Lissner: il decreto del governo penalizza il successo della Scala
Riassunto in 200 parole:
I dipendenti della Scala si sono astretti dallo spettacolo di Simon Boccanegra di Verdi, in programma giovedì 13, a causa del decreto del sovrintendente Stéphane Lissner che penalizza il teatro. I sindacati hanno convocato un corteo di tutti i dipendenti in divisa da lavoro sul tragitto Scala-Duomo-Scala. La protesta è stata organizzata per difendere l'idea di teatro pubblico contro un'idea mercantile della musica e della cultura. I sindacati hanno richiesto il ritiro del decreto e il rinnovo dei contratti a termine in scadenza.
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