POCO più di venti anni fa un ministro della repubblica titolare dei beni culturali, di cui per sua fortuna oggi nessuno ricorda più il nome, ebbe un momento di notorietà mondiale perché durante una conferenza tenuta alla stampa estera aveva sostenuto seriamente che il patrimonio archeologico di Roma veniva sopravvalutato rispetto alla sua reale importanza. Le parole, riportate dai giornali di ogni continente, suscitarono ilarità e al tempo stesso qualche disdoro per il nostro paese. La medesima posizione viene ora incredibilmente assunta dal soprintendente Di Paola, responsabile della tutela dei monumenti medievali e moderni della città di Roma, il quale ha suscitato scalpore all'estero per il suo proposito di nascondere la facciata del Pantheon dietro un telone pubblicitario. Con sconcertante candore ha affermato, durante un'intervista di alcuni giorni fa, che le antichità di Roma sarebbero indebitamente privilegiate rispetto al restante patrimonio storico-artistico della città «come se il direttore di un ospedale indirizzasse i soldi solamente nei funerali». Inoltre, con dubbio senso dell'ironia, egli sembra prendere sul serio gli argomenti paradossalmente sostenuti con arguta finezza da Eugenio La Rocca in un suo intervento intitolato «Distruzione del Vittoriano». Ora tutto questo non meriterebbe neanche di essere notato se a tali amenità non si aggiungesse la denigrazione nei confronti delle attività archeologiche: «Dovremmo iniziare a chiederci dove siano stati spesi i 40 miliardi finanziati dalla Banca di Roma (per il Colosseo). Ma non basta, perché l'archeologia medievale è stata messa in un angolo». I fondi per il Colosseo sono stati spesi solo in parte, perché si attende l'erogazione di 7 milioni di euro (14 miliardi di lire) da parte della Banca di Roma. Sui lavori eseguiti si potrà dare ampia informazione nei prossimi giorni. Quanto al Medio Evo, che sarebbe stato trascurato per «la scelta di evitare scientemente e metodicamente le ricerche paleocristiane (sic!)», vi è nuovo settore del Museo Nazionale Romano, con sede nella Cripta Balbi, dedicato all'archeologia medievale a Roma, una disciplina praticamente fondata sulle ricerche degli ultimi venti anni, illustrate da ampia bibliografla scientifica, con scavi sul Palatino, nel Colosseo, nella porticus Liviae al Colle Oppio, nel Foro romano, nei Fori imperiali, nella CryptaBalbi, nell'ospedale militare del Celio, nel conservatorio di S. Pasquale a Trastevere, nel porto fluviale al Testaccio, nelle chiese di S. Marco, S. Susanna, S. Clemente, S. Stefano Rotondo, S. Sisto Vecchio, S. Agnese sulla via Nomentana, e nel comprensorio di S. Croce in Gerusalemme. (Sovrintendente ai beni archeologici)
L'INTERVENTO Quei fondi per il Colosseo e le ricerche paleocristiane
Il ministro dei beni culturali di un paese (non specificato) ha affermato che il patrimonio archeologico di Roma è sopravvalutato. Oggi, il soprintendente di Roma sostiene la stessa posizione, affermando che le antichità di Roma sono indebitamente privilegiate rispetto al resto del patrimonio storico-artistico della città. Il soprintendente ha anche proposto di nascondere la facciata del Pantheon dietro un telone pubblicitario. Inoltre, ha espresso disprezzo per le attività archeologiche e ha affermato che i fondi per il Colosseo sono stati spesi solo in parte.
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