Ora sciopera anche la Scala Lissner-Bondi, polemiche a distanza Il teatro: "La riforma non è per noi". La replica: "Dichiarazioni sorprendenti" Sempre più dura la protesta contro il decreto che riforma le fondazioni liriche: la Scala non aspetta il 13, come già programmato, ma entra in sciopero già oggi, facendo saltare il Simon Boccanegra, mentre a Roma domani il Teatro dellOpera organizza una dimostrazione-spettacolo. Una protesta condita da un botta e risposta tra il sovrintendente della Scala, Stéphane Lissner, che appoggia la battaglia dei suoi dipendenti, e il ministro della Cultura Sandro Bondi. I dipendenti della Scala avevano già manifestato la loro protesta ieri, durante la riunione del cda della Fondazione, con tanto di finta bara con la scritta "cultura" e striscioni contro «linfame decreto». Il consiglio di amministrazione (di cui i Cobas chiedono le dimissioni: «Non fa gli interessi del teatro») ha ricevuto i sindacalisti, e il sovrintendente Lissner si è scagliato contro il decreto legge: «Non possiamo accettare una riforma delle fondazioni liriche che non centra niente con noi: siamo lunico teatro in Italia con un patrimonio netto disponibile di 35 milioni, a fare 319 alzate di sipario, a essere in pareggio per 5 anni di fila. Ci aspettiamo un regolamento ad hoc per noi». Frasi che il ministro Sandro Bondi trova «sorprendenti: nessuno può pensare che non conosca il valore e la peculiarità della Scala. Sono però altrettanto consapevole del valore e delle tradizioni di tutti i teatri lirici. Intendo salvare lintero comparto lirico-sinfonico. E nel provvedimento cè anche la possibilità che le Fondazioni che rispettino certi requisiti possano acquisire un certo grado di autonomia». I sindacati hanno anche chiesto che la Scala riconfermi gli oltre 100 contratti stagionali in scadenza. Lissner su questo è stato chiaro: «La forza lavoro del 2010-2011 sarà la stessa del 2009-2010». «Ma ora ci aspettiamo i fatti», ribatte Giancarlo Albori della Cgil, che coi colleghi di Cisl, Uil e Fials e i delegati di settore hanno proclamato una manifestazione: alle 18 di oggi da piazza Scala al Duomo e ritorno, tutti con divisa di lavoro. Dopo poche ore, e unaltra riunione sindacale, la scelta della linea dura: alle 19.30 assemblea nel teatro e quindi niente Simon Boccanegra di Verdi (già era stato deciso di far saltare la prima dellOro del Reno, di Wagner, il prossimo giovedì 13). Al Teatro dellOpera di Roma si protesta non annullando uno spettacolo, ma facendone uno nuovo, fuori programma. Domani sera, in vista dellincontro, il 6, tra Bondi e i sindacati sul decreto, orchestra, coro e corpo di ballo si esibiranno gratis. «Unoccasione di interazione - dice una nota - tra i protagonisti del mondo dello spettacolo, il pubblico, la critica e i media, per confrontarsi sullo stato di disagio di tutti gli operatori del settore». Contro il decreto si scaglia anche Carla Fracci, storica etoile della Scala, ora assessore alla Cultura alla Provincia di Firenze: «È un suicidio, ammazza tutti. Spero che qualcuno possa rinsavire. Sento il disagio, il malumore, le difficoltà, la tensione per il futuro di tutti, non solo dei teatri».