A rischio lo spazio per le mostre inaugurato cinque anni fa nellarea delle ex acciaierie Riva Servono due milioni allanno per continuare lattività, metà se ne va nella gestione della sede Lascia la direttrice Angela Vettese "Non è più possibile avere un budget certo" «Abbiamo bisogno di nuovi soci sostenitori, che il proprio appoggio lo dimostrino concretamente. Ne basterebbero dieci, disposti a darci ciascuno 100.000 euro lanno. Speriamo che il popolo milanese non abbia le braccia corte», dice lartista. Il primo segno della congiuntura è limminente abbandono della direttrice Angela Vettese, al timone della Fondazione Pomodoro dal 2009. «Quando ho assunto questo incarico avevo posto una condizione: che ogni anno fosse disponibile un vero budget per organizzare le mostre. Non essendo più possibile, il mio ruolo non ha più ragion dessere. Sono molto dispiaciuta, ma non cè alternativa». Lultimo progetto a portare la sua firma è la collettiva di giovani artisti ARS (curata insieme a Milovan Farronato) che inaugura proprio stasera alle 18.30, mentre in stand by sono finite le previste personali di due big della scultura contemporanea come Tomàs Saraceno e Miroslaw Balka. Impossibile fare programmi a lungo termine, per il momento: «Dopo la chiusura estiva - spiega Arnaldo Pomodoro - stiamo pensando di organizzare una mostra sulla scultura italiana del ventunesimo secolo, in settembre. Delle due luna: o sarà loccasione per celebrare il lavoro svolto in questi anni e per festeggiare il rilancio, o il saluto definitivo al pubblico milanese». Che la situazione sia a livelli demergenza, lo conferma Teresa Pomodoro, sorella dello scultore e al suo fianco in Fondazione come segretario generale. «A 84 anni, per Arnaldo è diventato un impegno sovrumano tenere in piedi tutto quanto da solo, nonostante sia innamorato di questo luogo, aperto col sogno di regalare una cosa importante a Milano, che sente come la sua città. Non so in quanti labbiano capito. Altro che operazione autopromozionale, come ho sentito dire: in un lustro di attività, cè stata una sola mostra dedicata ad Arnaldo, richiestaci dal pubblico e dalla Regione, che avendoci assegnato, nel 2007, lo status di museo, ha stabilito anche la necessità di una collezione permanente. Ora stiamo facendo di tutto per proseguire. La Fondazione, che ha uno statuto autonomo e potrebbe trovare casa nello studio di Arnaldo in Via Vigevano, non sparirebbe. In pericolo è questo museo, in questi magnifici spazi: 3500 metri quadri nellarea delle ex acciaierie Riva Calzoni, ristrutturati da Pier Luigi Cerri. Un intervento che tutti hanno lodato molto, ma che le istituzioni cittadine non hanno sostenuto, se non con piccoli contributi o semplici patrocini». Per far funzionare la Fondazione servono circa 2 milioni di euro lanno: circa metà per le spese di gestione della sede monumentale e dello staff («risicatissimo, giovani pieni dentusiasmo che accettano di tirare la cinghia»). Il contributo più importante (circa 400.000 euro) viene da UniCredit, che conferma il proprio appoggio per il futuro anche con listituzione di una Project Room destinata ad accogliere ogni due mesi le opere di italiani emergenti. Stavolta è il turno della scultrice Sissi (Bologna, 1977) con una serie pirotecnica di abitiscultura che realizza da sé, insieme a scarpe, borse e gioielli. Insieme ai video, le installazioni e sculture colorate di ARS (Artists in Residence Show, una ventina di giovani artisti giramondo selezionati dalle migliori «residenze» internazionali) e allinfopoint progettato dai designer in erba dello Ied, ispira una vena di ottimismo per il futuro. Sperando che non sia, invece, un canto del cigno.