Antonio Pinelli è ordinario di Storia dellarte a Firenze ROMA - «Mi sembra unipotesi credibile». Per Antonio Pinelli, ordinario di Storia dellarte moderna alluniversità di Firenze, sulla tavola del Metropolitan può esserci effettivamente la mano di Michelangelo. Professore, cosè che la convince? «Intanto, Everett Fahy, che propone lattribuzione, è uno studioso di grandissima qualità. Non ho ancora letto il saggio da lui pubblicato sullargomento, uscito sulla rivista Nuovi studi. Mi pare però che il dipinto presenti alcuni particolari notevoli. Le due figure allestrema destra hanno un piglio molto michelangiolesco che non sembra nelle corde di Granacci, a cui lopera era attribuita. Più scialbo, invece, il Battista al centro». Pensa si tratti di un dipinto realizzato a due mani? «Potrebbe essere il frutto di una collaborazione. Le quinte di destra e di sinistra sono più vicine a Michelangelo; il resto è di Granacci. I due erano insieme nellatelier del Ghirlandaio. Poi continuarono a mantenere un rapporto: Granacci mandò a Buonarroti alcuni collaboratori della Sistina». È possibile che un museo scopra dopo quarantanni di possedere un Michelangelo? «Per fortuna cè ancora da studiare. Solo negli ultimi anni le nostre conoscenze sul giovane Michelangelo sono più raffinate».
"Il dipinto ha particolari notevoli ci può essere la mano del Maestro"
Antonio Pinelli è ordinario di Storia dellarte a Firenze ROMA - Mi sembra unipotesi credibile. Per Antonio Pinelli, ordinario di Storia dellarte moderna alluniversità di Firenze, sulla tavola del Metropolitan può esserci effettivamente la mano di Michelangelo. Professore, cosè che la convince? Intanto, Everett Fahy, che propone lattribuzione, è uno studioso di grandissima qualità. Non ho ancora letto il saggio da lui pubblicato sullargomento, uscito sulla rivista Nuovi studi. Mi pare però che il dipinto presenti alcuni particolari notevoli. Le due figure allestrema destra hanno un piglio molto michelangiolesco che non sembra nelle corde di Granacci, a cui lopera era attribuita. Più scialbo, invece, il Battista al centro. Pensa si tratti di un dipinto realizzato a due mani? Potrebbe essere il frutto di una collaborazione. Le quinte di destra e di sinistra sono più vicine a Michelangelo; il resto è di Granacci. I due erano insieme nellatelier del Ghirlandaio. Poi continuarono a mantenere un rapporto: Granacci mandò a Buonarroti alcuni collaboratori della Sistina. È possibile che un museo scopra dopo quarantanni di possedere un Michelangelo? Per fortuna cè ancora da studiare. Solo negli ultimi anni le nostre conoscenze sul giovane Michelangelo sono più raffinate.
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