Sotto il pronto soccorso un canale del '500, fermi i lavori iniziati 12 anni fa Nuovo stop per il cantiere infinito del Pronto soccorso. Cesana chiede aiuto a Comune e Regione Dopo i reperti archeologici, è una roggia del '500 a bloccare i lavori del pronto soccorso del Policlinico, un progetto iniziato 12 anni fa. Per sbloccare la situazione, Giancarlo Cesana, il presidente della Fondazione, ha fatto appello al Comune. Si tratta di trovare un nuovo percorso per la roggia che, da via Francesco Sforza, attraversa lospedale, provocando lennesimo stop ai lavori di quello che dovrà diventare il grande dipartimento durgenza del centro di Milano. LAURA ASNAGHI Il presidente Cesana si appella al Comune: ci aiuti a deviare in fretta il corso dacqua Doveva essere un progetto da mandare in porto nel giro di due anni. E invece il piano per il raddoppio del pronto soccorso del Policlinico sta diventando una storia infinita, lunga ormai 12 anni. A mettere i bastoni tra le ruote al progetto, definito di "fondamentale importanza" per il decollo del nuovo Policlinico, è stata, prima, una serie di ritrovamenti di preziosi reperti archeologici. Una scoperta costata al Policlinico un blocco del cantiere durato fino a novembre dello scorso anno. Ma quando i vertici dellospedale davano quasi per concluso il lungo incubo del pronto soccorso, è esplosa la questione della "roggia Bolagnos". Si tratta di un canale sotterraneo, attivo tra laltro poche volte lanno, destinato allirrigazione dei campi a Sud di Milano, che risale al 1500 e che passa proprio sotto lospedale. Entra da via Sforza, passa sotto il pronto soccorso, fiancheggia la vicina Mangiagalli e poi continua la sua corsa in via Commenda. Ma con la roggia sotto lospedale costruire ex novo non si può. E di fronte a questo ennesimo stop è sceso in campo Giancarlo Cesana, uno dei leader di Comunione e liberazione e presidente della fondazione Policlinico. Ha fatto appello alla Regione ma soprattutto ha chiesto aiuto al Comune per superare limpasse in tempi rapidi. Tutto questo Cesana lha fatto in gran segreto. Ma lassessore allUrbanistica del Comune, Giorgio Masseroli, conferma: «Stiamo occupandoci del problema. A metà di questa settimana è previsto un tavolo tecnico». Che ha come obiettivo quello di disegnare un nuovo percorso della roggia, lungo il confine dellospedale. «Non è una impresa impossibile, si tratta di interrare un tubo del diametro di un metro e mezzo per dare così un nuovo corso al canale - spiega lingegner Santo De Stefano che segue i lavori di questo progetto per il Policlinico - ma abbiamo fretta di recuperare il tempo perduto». La roggia crea nuovi grattacapi ai vertici dellospedale e alimenta polemiche. In ambiente sindacale cè chi, in maniera anonima, dice: «Ma se quel canale è lì da secoli, perché se ne sono accorti solo ora?». La questione è aperta e intanto il Policlinico sta cercando una soluzione in tempi brevi per chiudere finalmente un progetto da 20 milioni di euro che, per ora, ha prodotto solo un grande cratere alle spalle del pronto soccorso. E dove in un angolo appartato, qualche estate fa, un dipendente dellospedale ha persino piantato con successo una serie di piante di pomodoro. Il tutto a due passi dagli scavi archeologici, dove erano state ritrovate sette urne cinerarie e poi, a seguire, le basi di una domus romana e le fondamenta del convento di San Antonio e di quello di Santa Caterina alla Ruota, dove venivano accolti i bambini abbandonati. Ora la scoperta si chiama roggia Bolagnos, di proprietà del Golgi Redaelli, un ex Ipab di Milano. Che ha già dato il via libera allo spostamento del canale.