Agostino Spera, secondo trombone di S. Cecilia: ieri con i colleghi ha scioperato contro il decreto di riforma degli enti lirici "Non siamo dei privilegiati. Il governo vuole cancellare la qualità musicale" «Invitiamo il ministro Bondi: venga a seguire una nostra giornata di lavoro, un venerdì magari. E si renderà conto se siamo privilegiati». Gli orchestrali dellAccademia di Santa Cecilia non si stancano di parlare e di suonare davanti al numerosissimo pubblico. Per tutta la giornata di ieri hanno sì scioperato, come sta facendo tutto il mondo della lirica italiana contro il decreto Bondi che riforma il settore, ma lo hanno fatto in modo insolito: suonando allAuditorium a piccoli gruppi, gli ottoni in un punto, i fiati in un altro e così via... per incontrare il pubblico e spiegare, come ha fatto anche il sovrintendente Bruno Cagli, le ragioni della protesta. «E spiegare innanzitutto che quella non è una riforma», dice Agostino Spera, secondo trombone dellorchestra. Il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, dice che nelle fondazioni liriche prolificano i privilegi. «Lo stipendio medio di un orchestrale di media anzianità arriva a malapena a duemila euro, compreso lintegrativo. Siamo al di sotto della media europea». Il ministro Bondi dice che lavorate poco «Il contratto nazionale prevede 28 ore settimanali. Noi di S. Cecilia su sei giorni lavoriamo due di prove e quattro di spettacolo: sei ore per le prove e gli altri giorni il concerto preceduto da altre tre ore di prove. Di più un musicista fonderebbe. Ma poi ci sono le ore di studio» Lavorate anche a casa? «Certo, alle prove si arriva già pronti, in modo che il direttore possa subito concertare. Io ho anche problemi col condominio perchè mi dicono che il trombone supera i decibel consentiti. Ma lo studio è essenziale. È come per gli atleti. I maestri una volta dicevano: tu lasci lo strumento per un giorno, lui ti lascia per una settimana». E il doppio lavoro? «Facile speculare sulla doppia attività che il decreto Bondi ha deciso di cancellare. Uno strumentista che si fossilizza solo allattività dellorchestra fa calare il valore artistico generale. È vitale fare attività solistica. Per i colleghi di New York o della Chicago Simphony è allordine del giorno». Cosaltro non va del decreto? «Bondi parla delle fondazioni solo secondo criteri di economicità e imprenditorialità, cancellandone la funzione culturale e sociale. In più il decreto è in contraddizione con altre normative vigenti, come sulla responsabilità dei sovrintendi nella gestione. E poi la storia dei concorsi. Noi di S. Cecilia siamo stati classificati tra le dieci prime orchestre del mondo, grazie al maestro Pappano che è il nostro direttore ma anche grazie ai concorsi internazionali che ci fanno arrivare migliori talenti. Il decreto li blocca: Sarà un depauperamento perché la musica, al contrario della pittura che la fai e ti resta lì, impone aggiornamenti. La prassi esecutiva di Verdi, Mozart cambia, non si suona sempre nello stesso modo e senza concorsi non entrerà più nuova linfa nelle orchestre».
ROMA - "Io, orchestrale a duemila euro al mese invito Bondi a vedere come lavoriamo"
I trombonisti di S. Cecilia si sono scioperati contro il decreto di riforma degli enti lirici "Non siamo privilegiati. Il governo vuole cancellare la qualità musicale". Il ministro Bondi ha definito gli orchestrali come "privilegiati" e ha menzionato lo stipendio medio di un orchestrale di media anzianità, che arriva a malapena a duemila euro. I musicisti sostengono che il contratto nazionale prevede 28 ore settimanali, ma lavorano in realtà sei ore per le prove e quattro per lo spettacolo. Inoltre, hanno problemi con il tempo di studio e la doppia attività.
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