Stanca di polemiche «de jà vu» sul problema sicurezza alla Reggia, che puntualmente rimandano la soluzione all'intervento delle forze dell'ordine dentro e fuori il monumento, l'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia interviene: «Nell'organico della sovrintendenza - scrive in una nota il presidente della sezione casertana Pasquale Manzo - vi sono dipendenti che rivestono la qualifica di guardia particolare giurata, per cui è persino previsto l'uso di un'uniforme, e che percepiscono una specifica indennità retributiva di pubblica sicurezza. Tutto ciò è come se non fosse». L'attacco rispolvera l'annoso enigma sulle competenze dei custodi della Reggia, e che dopo il fallimentare tentativo di far chiarezza da parte dell'ex soprintendente Guglielmo, oggi attende al varco la soprintendente David. «Sul punto della sicurezza anche le organizzazioni sindacali del comparto hanno la loro parte di responsabilità - continua Manzo - in un'ansia di ipertutela del personale, ed essendo in grado di influenzare l'azione dei Sovrintendenti, oltre a impedire di fatto l'uso delle uniformi affidando l'identificazione degli addetti all'uso di cartellini al bavero, forniscono agli interessati l'alibi morale di rifugire dal rischio connesso al compito della vigilanza, per cui è bene che lo assumano altri, pur guardandosi bene dal rinunciare alle collegate indennità». L'effetto, fa notare il presidente Manzo, è che anche quando l'ambulante si presenta all'ingresso di Palazzo Reale, carico delle sue merci appariscenti e ingombranti, nessuno gli chiede conto e ragione ed entra indisturbato, e indisturbato si sistema dove gli aggrada o dove crede di vendere meglio. «Le forze di polizia, in questa Provincia difficilissima dal punto di vista della criminalità, hanno già fronti di impegno che le assorbono totalmente e distoglierle non avrebbe senso. Inoltre l'autorevolezza ascritta ad esse non deriva loro per definizione, ma dall'impegno serio nei propri compiti, anche se non facili». Ed è questo il punto su cui riflettere, secondo Manzo, perché «è indispensabile che ciascuno faccia fino in fondo il proprio dovere, anche se talvolta impegnativo, perché sotto questo profilo certamente i custodi della Reggia e le polizie locali possiedono le risorse morali». mm.fo.