Interventi di riqualificazione in vie e piazze. La Soprintendenza: troppi pannelli per le mostre fotografiche in via Dante Una commissione per l'arredo urbano. Nello staff anche la sorella del ministro Tremonti C'è anche la sorella del ministro Giulio Tremonti. E poi architetti, paesaggisti, intellettuali, artisti. Nasce la Commissione arredo e decoro urbano, l'organismo tecnico che detterà la linea al Comune in fatto di bello. Non è la risposta, giurano da Palazzo Marino, alla scia di polemiche sollevate dal braccio di ferro con Renzo Piano per il suo progetto dei 90mila alberi da piantare nel cuore della città. «È la risposta, semmai, all'esigenza di un confronto organico con le intelligenze della città». Più ordine Tensostruttura provvisoria in piazza Duomo (foto Maule) Si partirà da piazza del Duomo, il simbolo della città trasformato negli anni in un viavai di bancarelle, gazebo, bivacchi. «Un grande suk», secondo definizione di Re Giorgio Armani. Il comitato «per la bellezza cittadina» sarà affidato alla presidenza di Stefano Zecchi, ex assessore alla Cultura nell'ultimo Albertini nonché ordinario di estetica in Statale. Intorno al tavolo saranno in sedici. Tra i nomi noti, detto di Zecchi e di Angiola Tremonti, anche Italo Rota, Arnaldo Pomodoro, Marco Romano e Giorgio Forattini. Il «bello» ai «saggi». L'assessore Cadeo assicura però che la Commissione lavorerà a stretto contatto con l'amministrazione. «Con Vittorio Sgarbi avevamo in testa di creare la commissione del bello. Ecco, questo organismo è una cosa che ci assomiglia molto. Ci sono i grandi nomi, certo, ma anche semplici professionisti ed esperti del settore. Potere consultivo, ma anche propositivo, spiega Cadeo: «Idee, suggerimenti, consigli». Intanto dalla Sovrintendenza è arrivato ieri un altro richiamo al Comune: troppe mostre fotografiche in via Dante e in corso Vittorio Emanuele. I pannelli sono ovunque, ingombranti e spesso di qualità non eccelsa. Più sobrietà, la raccomandazione, l'ennesima, arrivata a Palazzo Marino. L'ultimo tentativo poco più di un anno fa, quando il Comune si preoccupò di mettere nero su bianco un regolamento ad hoc per le piazze nobili del centro. Mai più tendoni in piazza del Duomo e in piazza Mercanti, fu deciso. E stop anche ai maxi-schermi per le partite di calcio sul sagrato della cattedrale e alle installazioni kitsch e «poco congrue» alla sacralità del luogo. Discorso analogo per la Galleria: sì all'arte e alla cultura, no ai gazebo che, piazzati nel centro dell'Ottagono, avrebbero impedito la visione prospettica che da piazza della Scala abbraccia la terrazza Martini. Mettere un freno all'overdose di eventi, la parola d'ordine. Era nato anche un comitato di cinque assessori incaricato di vigilare su programmazione e calendari, con tanto di rendering da visionare ogni volta che si sarebbe trattato di dare il via libera a un evento. Ora a dare senso, ordine, geometria e pulizia ci proverà il pool di esperti.